JukeBooks, player di racconti

Alessandro Romeo e Alessandro Milanese sono i curatori della collana JukeBooks, una playlist digitale dei migliori racconti in giro per la rete.

14 luglio 2010

Intervista di Jacopo Cirillo

Quintadicopertina è una neonata casa editrice digitale di Genova che ha da poco fatto breccia nel complicato panorama editoriale italiano, distinguendosi subito dagli altri giocatori. La loro idea infatti sembra vincente: non impuntarsi per forza su una dicotomia cartaceo/elettronico ma piuttosto cercare di integrare le cose, lasciando i libri di carta al loro posto e pensando a modalità narrative diverse per gli e-book, di modo da sfruttare appieno le possibilità dei reader senza digitalizzare semplicemente il proprio catalogo di best seller.

Alessandro Romeo e Alessandro Milanese sono i curatori della collana più r&r di Quintadicopertina, JukeBooks, una playlist digitale dei migliori racconti in giro per la rete.

Cosa facevate prima e perché siete in Quintadicopertina?

“Noi due ci siamo conosciuti grazie a inutile, una rivista letteraria che è nata nel 2007 e che continuiamo a portare avanti assieme ad altri amici. L’esperienza di inutile ci ha permesso di conoscere un mucchio di scrittori bravi e totalmente sconosciuti, e un bel po’ di altre riviste simili alla nostra. Così, parallelamente a inutile, ci è venuto in mente di organizzare un torneo tra riviste, blog collettivi e webzine a colpi di racconti. Insieme a Enrico Piscitelli abbiamo messo meglio a fuoco il progetto e l’abbiamo chiamato Wimble.doc, e abbiamo deciso che alla fine di tutto sarebbe stato fatto un pdf, scaricabile gratuitamente, coi racconti migliori. Tra le squadre coinvolte ce n’era una che si chiamava Lamerotanti: il caposquadra era Fabrizio Venerandi. Un giorno, a torneo finito, ci arriva una mail in cui Fabrizio e Cecilia ci spiegano a grandi linee il progetto Quintadicopertina. Quando poi ci siamo visti di persona, Fabrizio e Cecilia sia erano portati dietro tutto l’armamentario e vedere il pdf di Wimble.doc trasformato in e-book, leggerlo su un e-book reader scoprendo che cosa fosse realmente un e-book reader e quanto bene si leggesse, è stato esaltante”.

Di che cosa vi occupate nel progetto? E’ stata un’idea vostra o un ruolo assegnato?

“Ci occupiamo di una collana di Quintadicopertina che si chiama Jukebooks. L’idea e il nome sono merito di Fabrizio e Cecilia: il nostro intervento, in questo senso, è stato semplicemente definire assieme a loro i dettagli della cosa. Andiamo alla ricerca di scrittori bravi e sconosciuti, chiediamo loro dei racconti, selezioniamo i migliori e ci lavoriamo assieme agli autori finché non siamo tutti completamente soddisfatti. Siamo cattivi, selettivi e rompiballe. In certi casi si tratta di racconti assolutamente inediti, in altri casi si tratta di racconti che ci è capitato di leggere in alcune delle tante riviste e webzine che si trovano in rete. L’idea è quella di creare una specie di archivio di racconti da riempire un po’ alla volta, così chi è interessato può comporsi la propria antologia ideale, scegliendo dall’archivio i racconti che lo incuriosiscono di più. Come un Jukebox (ma va?) solo che con i racconti al posto delle canzoni”.

La digitalizzazione di racconti da scegliere per crearsi una sorta di playlist può ricordare, nelle sue dinamiche, la rivoluzione degli mp3 e di iTunes per la musica?

“Il concetto è proprio quello. L’idea che sta alla base dei Jukebooks è quella di mettere chi vuole leggere qualcosa nella condizione di leggere ciò che vuole. Come gli mp3 stanno cambiando il mercato discografico, la digitalizzazione dei libri cambierà quello editoriale. E Quintadicopertina sarà uno dei tanti tasselli che contribuiranno al cambiamento, in favore di una maggiore diffusione di cultura e di buona narrativa”.


C’è già qualcosa in rete di questo genere? Quale pensate che sia la vera novità/punto di forza del progetto Quintadicopertina in generale e di JukeBooks in particolare?

“Siamo in un periodo transitorio e quindi è difficile tenere il conto di quello che è appena nato o che sta per nascere. Per quello che ne sappiamo esiste già qualche altra casa editrice digitale, che si dedica però ad ambiti più circoscritti, come ad esempio la saggistica universitaria. Il punto di forza di Quintadicopertina è che tutto quello che viene pubblicato tiene conto del supporto su cui viene letto: non sono libri leggibili su carta, ma solo su e-book reader. E questa è la differenza sostanziale che intercorre tra le grande case editrici, che si limitano a riversare parte delle proprie pubblicazioni in digitale, e Quintadicopertina. Quanto ai Jukebooks la novità sta da un lato nel poter comporre l’antologia a proprio piacimento, e dall’altro nell’attenzione che in questo frangente si dedica ai nuovi talenti e a tutto il panorama nascosto (ma attivissimo) delle riviste letterarie”.

Foto ebook via Flickr

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