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Morino Migrante & Combo Luminoso: l’intervista ‘creola’ di RS

“Un bel giorno, stordito da tutte queste ingiustizie sociali ed economiche, mi sono svegliato con le polveri bagnate. E così ho ricominciato a scrivere canzoni...”

14 settembre 2012

Morino Migrante & Combo Luminoso: l’intervista ‘creola’ di RS – foto stampa

Di Simone Sacco

Incontro Luca Morino, l’anima storica dei Mau Mau ma anche scrittore “on the road” dalla penna visionaria (avete mai letto un libro come ‘Mistic Turistic’?), dopo numerosi ascolti di ‘Vox Creola’, il suo bell’album solista che lo riporta ad una legittima dimensione discografica fin dai tempi turbolenti di ‘Dea’, ultimo suggello in studio degli autori di ‘Sauta Rabel’, ‘Viva Mamanera’ e tanti altri capolavori meticci della nostra musica nazionale. Ok, nel frattempo siamo giunti nel convulso 2012, l’economia va a rotoli e l’impresa artistica di questo sognatore sabaudo (che ora si presenta come Morino Migrante & Combo Luminoso) poteva apparire ostica ai più. Defunti i seminali Les Négresses Vertes (sigh!) e con un Manu Chao ancora troppo legato all’antagonismo no global d’inizio secolo, oggi la scena “world/gypsy” se la sono fagocitata (non senza diversi meriti, va detto) i Gogol Bordello spingendo tutto il resto della ciurma “patchankosa” in una polverosa soffitta. Soffitta da cui ora spunta un “luminoso” raggio di sole pronto a rifrangersi nelle tredici appassionanti canzoni dello stesso ‘Vox Creola’. Brani sudati e vitali che – è proprio il caso di scriverlo – simboleggiano un gradito, graditissimo ritorno…

Negli anni ’90 la facevano da padrone gli allora emergenti gruppi del cosiddetto “nuovo rock italiano” tra cui gli stessi Mau Mau. Adesso invece la parola d’ordine sembra essere una sola: diversificare la proposta. L’artista deve sempre inventarsi qualcosa d’inedito…

“(Luca Morino) Questa è una riflessione che facevo anch’io ascoltando il disco di Jack White (‘Blunderbuss’, ndr). Sai, pur apprezzando molto il talento di Jack, non è che quell’album mi abbia detto granché. A mio umile parere non è riuscito ad impossessarsi di un concetto di ‘sound’ che, al contrario, i White Stripes avevano in tutto e per tutto.”

I White Stripes di questi anni si chiamano Black Keys. E per molti ascoltatori nel cambio ci abbiamo pure guadagnato…

“Esatto, i Black Keys hanno un ‘suono’ che riconosci fin dalla primissima nota. Le band solitamente possono essere claustrofobiche o conflittuali, ma perlomeno ti donano un’identità che ti fa sentire protetto. Ecco perché per anni ho preferito restarmene all’interno dei Mau Mau. Quella era la mia casa, il mio dolce rifugio…”

E’ stata dura tramutarsi in Morino Migrante & Combo Luminoso?

“Diciamo che ho sofferto sulla mia pelle. Mi sono distaccato da quello stile ferreo che avevano i Mau Mau per arrivare a quest’album che, tra parentesi, ha avuto una gestazione parecchio lunga. Non è stato facile, certo, ma era quello che volevo ottenere.”

Ai tempi del primo, storico LP dei Mau Mau (‘Sauta Rabel’ del 1992) il futuro sembrava davvero possibile e le strade da percorrere illimitate. E così anche per ‘Vox Creola’?

“No, il futuro ora è decisamente nero e minaccioso… (sospira, ndr) E il mio non è solo pessimismo di facciata, ma una consapevolezza dettata dalle troppe diseguaglianze economiche in cui vegeta quest’epoca. Voglio dire: pure nell’evoluto mondo occidentale c’è chi sta in alto e ha grattacieli di denaro e chi sprofonda nella misera più estrema…”

Poco di nuovo sotto il sole, no? Non era quello che i Mau Mau di ‘Bàss Paradis’ profetizzavano già in quel fatidico 1994?

“Sì, ma nel frattempo sono passati altri due decenni e vivere alla giornata, per chi fa questo mestiere, si fa sempre più dura. Forse la mia è solo la reazione naturale di chi un bel giorno si è svegliato ritrovandosi con le polveri bagnate. E d’istinto si è rimesso a scrivere canzoni.”

Tipo la struggente ‘Ballata per Mira’ che, se non sbaglio, parla proprio della tragedia economica-sociale di questo terzo millennio. Ma partendo da molto lontano…

“Sì, negli anni ’60, ai tempi della grande immigrazione su Torino, c’era questa sorta di eroica incertezza proiettata nel futuro. Oggi invece chi lavora alla Fiat devi tenersi ben stretta la pensione del padre, operaio a sua volta…”

Sono passati cinquant’anni: il mondo si è fatto ancora più complesso e, allo stesso tempo, addomesticato dalla tecnologia.

“Diciamo pure che è cambiato tutto: una volta c’era la spinta verso un’epoca migliore, ora ci si accontenta di un ‘aperi-cena’ con gli amici o della marca di un nuovo cellulare alla moda… Lo so, ti sto parlando come un vecchio rancoroso. Allora fammi aggiungere una battuta: i Mau Mau nacquero in piola (le vecchie osterie sabaude, ndr) e dubito fortissimamente che oggi si sarebbero formati durante un aperi-cena!”

Giusto per chiudere il cerchio con la memoria, in ‘Fino all’ultima spiaggia’ viene fuori – forte e imponente – la figura intellettuale di Pasolini. Ancora Pierpaolo Pasolini, obbietterà qualcuno…

“Io sono la persona meno obbiettiva a tratteggiare la sua grandezza dato che di Pasolini mi sono fatto tatuare un verso di una sua poesia sul braccio… (sorride, ndr) Il problema è che sarebbe bellissimo scordarsi del regista di ‘Accattone’, ma ora come ora non possiamo farlo: ti viene forse in mente una personalità contemporanea altrettanto colta e lucida nel trattare la realtà di questo Paese? Negli anni ’60 e ’70 Pasolini passava per un personaggio scomodo e ingestibile, ma non era ignorato dai media. Ora le voci fuori dal coro sono semplicemente evitate, se non addirittura censurate. Credo stia in questo la palese differenza…”

Venendo al presente, in ‘As dis’ (unico brano in dialetto piemontese di ‘Vox Creola’) fai un parallelo ipotetico tra le aziende vinicole delle Langhe (guidate dagli ‘sheik piemontesi’, come li definisci tu) e il cartello di Medellìn: non ti sembra un accostamento un po’ azzardato?

“Beh, la mia è solo una protest-song… (riflette, ndr) Diciamo che si avvertono i primi sintomi, ma ovviamente la situazione nelle Langhe non è ancora deragliata sul piano dello sfruttamento e della violenza come accade ogni giorno in Colombia. Quel pezzo è un po’ la summa di un nuovo romanzo che sto scrivendo. E che, se vado avanti di questo passo, probabilmente non finirò mai!”

Sposto un attimo il discorso sulla musica chiedendoti come si trova un musicista così roots-oriented come Luca Morino (su Rolling Stone di settembre il nostro vice-direttore ti ha acutamente definito “rycooderiano”) alle prese con la Torino capitale italiana del clubbing e della musica dance in generale…

“Non esco granché la sera, ma mi spiace che Torino continui ad avere questa visione sempre un po’ cupa dell’elettronica. Io sono per generi più festosi come il reggaeton o l’hip hop mischiato con le sonorità cubane, ma nell’aria si continua a sentire solo techno o deep-house opprimente. Peccato, anche perché il pubblico ci sarebbe eccome per ampliare la proposta…”

Alla luce del presente e del fatto che siamo giunti nel 2012, ti prende mai la nostalgia quando riascolti dischi come ‘Mlah’ e ‘Famille Nombreuse’ dei seminali Les Négresses Vertes?

“Più che nostalgia, mi piglia l’amarezza dato che Les Négresses Vertes sono quelli che, pur essendoci arrivati per primi, hanno finito per raccogliere di meno in termini di successo e popolarità. Prendi Manu Chao e gli altri componenti dei Mano Negra: loro sono ancora in giro e tengono concerti in tutto il mondo. Les Négresses Vertes, a parte sporadici esperimenti, no e la cosa mi intristisce molto. Certo, va anche detto che la scomparsa di Helno (morto per overdose nel gennaio del ’93, ndr) è stata per loro una mazzata durissima da superare…”

E i Mau Mau, invece, come stanno?

“Stiamo bene. Quest’anno abbiamo festeggiato con un concerto i nostri primi vent’anni di carriera e non è detto che, terminata l’esperienza di ‘Vox Creola’, non torni a fare musica assieme a loro. Ma lì la faccenda è complessa: dipenderà anche da cosa vorrà fare Fabio (Barovero, l’altro leader del combo. Ndr). Che idee porterà lui, che canzoni verranno in mente a me…”

Il 25 settembre uscirà nei negozi e nei vari digital-store ‘Vox Creola’ (distribuzione Venus), il primo album a nome Morino Migrante & Combo Luminoso. La data-zero del tour è fissata per il prossimo 5 ottobre presso l’auditorium di Radio Popolare in quel di Milano e successivamente ci saranno altri show-case gratuiti a Roma (12 ottobre) e Firenze (13 ottobre). Insomma, il viaggio per Luca e soci è appena (ri)cominciato…

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