Rolling Stone

Il blog del Direttore
La copertina del mese
Tutto il rock lo vivi solo su ROLLING STONE

RollingStone è in edicola

Abbonati.  Rolling Stone
Dal rock on the stage

La morte del fanatismo rock

Perchè il fanatismo per le rock star sta lentamente scomparendo? Lo spiega a RollingStonemagazine.it un noto ipnologo e psicologo

Share

02 febbraio 2011

La tomba di Jim Morrison a Parigi.

Un tempo si chiamavano Miti della Musica, personaggi storici entrati nell’immaginario collettivo quali stelle del firmamento musicale. Icone per cui ci si strappava i capelli, con punte massime di fanatismo nel periodo fra gli anni ’60 e la fine degli anni ’80. Miti del Rock e del Pop che hanno letteralmente mandato milioni di giovani donne (e uomini) in estasi. Da una parte loro, le rockstar e le popstar, icone dello star system, trascinatori di massa e autentiche fonti di energia allo stato puro per molti dei loro sostenitori.
Dall’altra il mondo dei fan veri, quelli che pagavano oro per aggiudicarsi il bootleg da collezione, che avevano la camera tappezzata di poster, sognavano davanti a un vinile, facevano le file all’alba per arrivare primi ai concerti e sudavano “pogando” tra la folla agli stadi. non mancano. in questo bestiario di attori (nel senso di persone che agiscono) del rock, le groupies.

Ci sono fan che sono entrate nella storia per aver sedotto Miti quasi irraggiungibili per molte altre, ma di certo non per loro, le groupies, tecnicamente le entreneuse delle rockstars. Per la musica si era davvero disposti a tutto.

Oggigiorno con la musica in digitale, internet e YouTube è sparito quell’attaccamento morboso all’oggetto materiale e via via con il passare del tempo le nuove generazioni hanno perso l’abitudine ad ascoltare la musica nella propria stanza o anche ai concerti, scaricandola selvaggiamente su computer, per visualizzarla più che ascoltarla, direttamente da internet. Le generazioni amavano il Mito, erano legate al ‘fenomeno’ musicale, il disco era un ‘simbolo’, il cantante l’oggetto del desiderio. Come ha fatto a svanire tutto ciò? Forse a causa di talent show e reality? O forse la musica non trova più consenso come una volta?

In un’era logico-digitale basata su emulazioni di esperienze reali più che di “vissuto”, si scoprono studi di natura opposta e sostanzialmente basati su esigenze emotive, primordiali, legate alle emozioni, al mondo dell’inconscio. Per capire come mai la patina di magia che circondava le rockstar sia andata offuscandosi sempre più negli ultimi decenni, abbiamo raggiunto lo psicologo e ipnologo Stefano Benemeglio, per capire come mai nella nostra mente il fascino delle icone musicali stia piano piano affievolendosi.

Un tempo esistevano i Miti del Rock, le folle adoranti band storiche come Beatles e Rolling Stone o cantanti pop e rock. Il pubblico era ‘stregato’ dalla Musica, poi con l’epoca del digitale, in cui non si acquistano più dischi ma youtube ha preso il sopravvento, la gente non va nemmeno più ai concerti, viene a mancare il Mito, insomma. Cosa si è perso?
“Viene a mancare lo spettacolo, in sostanza, l’oggetto identificato. Non essendo presente l’oggetto (quindi il cantante, il gruppo NdR), viene lasciato alla componente emotiva, la quale se non trova un oggetto di riferimento, si esaurisce. Perché tale oggetto di riferimento è molto importante. E’ come una pompa di benzina, come dire: una volta che l’automobile ha consumato il carburante, va a fare il carico di benzina alla pompa e quindi in questo caso al referente che rappresenta questo movimento, al cantante, il quale deve essere identificato però, non solo perché canta – e quindi rende un servizio, come diciamo noi ‘analogico’ - ma anche perché permette l’identificazione logica e quindi permette l’identificazione oggettuale”.

Di fatto manca qualcosa da “adorare” quindi, una sorta di oggetto del desiderio per il fan. Perché l’identificazione con l’oggetto è così rilevante?
“E’ molto importante perché permetterà all’individuo, il fan in questo caso, di rigenerare l’interesse verso la musica che lui presenta. Non a caso i cantanti fanno a gara per apparire in televisione, parlare e dire qualsiasi cosa, e via dicendo. Perché cercano di stimolare il processo identificativo dello spettatore verso se stessi, l’oggetto è praticamente il cantante. L’oggetto, diviene lo stimolatore di questa musica. Lui condensa l’essenza, la musica è la variabile”.

Mancando l’identificazione, quindi, si perde l’interesse verso la Musica?
“Proprio l’identificazione oggettuale verso il cantante permette di rigenerare il consumo che inevitabilmente con l’uso avviene dell’ascolto di quella musica, che poi viene destabilizzata, perdendo attrattiva, rapidamente, ma permane il suo valore nel momento in cui l’oggetto (il cantante) riesce anche ad essere uno ‘stimolatore’ di questa musica. Come dire, esce un nuovo disco, il cantante lo promuove, appare il televisione. Se lo stesso cantante non si ripresenta frequentemente al pubblico, passa nel dimenticatoio la sua opera, la sua musica”.

La tomba di Ian Curtis

Per questo motivo il fan perde interesse?
“Il fan se lo dimentica. Tutti i cantanti che sono divenuti dei classici, sempre presenti oltre il tempo, sono quei cantanti diventati dei ‘Miti’. Coloro a cui sono accadute cose eclatanti vengono ricordati come tali. Coloro che muoiono uccisi diventano simbolo. Gli altri sono costretti a fare ‘buona musica’, ma non è facile trovare sempre una produzione (musicale) altamente stimolante”.

Così, con il mercato discografico in discesa, creare un Mito non è cosa facile…
“Le case discografiche hanno rinunciato, hanno cambiato rapidamente, si sono adeguate. Preso atto che portare a simbolo il cantante è molto faticoso e costoso, non potendo sempre disporre di un prodotto musicale ‘eccellente’, passano ad offrire una serie di canzonette “per tutti”. Quindi quando è finita la componente emotiva di una canzone, ne presentano un’altra che la sostituisca e che diventi bersaglio di interesse. L’eccellenza sta nel servizio analogico, ma accompagnata dall’oggetto. Quando l’oggetto manca deve essere sostituito. Perché sarebbe troppo faticoso eleggere ogni volta un ‘mito’, quindi propongono musica più popolare, che possa piacere a più persone”.
LUANA SALVATORE


Accedi per aggiungere un commento. Accedi