18 aprile 2011

Roipnol Witch
La data di uscita di “Once Upon a Time” (Duchess Records) si avvicina e da un paio di giorni il disco è già acquistabile su I-Tunes. Nello stesso giorno di uscita è letteralmente “schizzato” in posizione 26 sulla top 200 dei dischi rock acquistati nel celebre negozio online. Le Roipnol Witch sono un quartetto totalmente al femminile che, partendo dalla loro condizione di genere, ha dato vita a 13 tracce originali di puro rock in “rosa” avvalendosi della collaborazione di importanti figure nel panorama musicale italiano (Livio Magnini-Bluvertigo; Olly-The Fire; Mono-FFD) e realizzandolo in luoghi di culto per la musica rock (il mixing è stato fatto ai leggendari Abbey Road Studios di Londra).
Once Upon a Time è stato presentato sul palco di un pienissimo Rocket di Milano lo scorso venerdì 1 aprile: ecco un estratto video della loro performance:
Trovate l'album in streaming cliccando qui
Ed ecco un'intervista in esclusiva per RS alle Roipnol Witch:
Partiamo dal titolo: “Once upon a time”. Che cosa avete preso dal mondo delle fiabe per la realizzazione di questo disco? E chi è la “Strega Roipnol”?
Volevamo dare un incipit adeguato al nostro nuovo lavoro musicale; abbiamo deciso di prendere ispirazione dal mondo delle favole, che è coerente con la visone romantica della nostra vita. “C’era una volta la Strega Roipnol”, la donna sensibile e anticonvenzionale che voleva esprimere se stessa. Quella donna esiste ancora; nella nostra visione la strega moderna potrebbe essere la donna con in mano una chitarra, esattamente fuori dall’immaginario comune della società, che, come nel passato, anche oggi riserva alle donne piccoli spazi e le rilega al ruolo di “scenografia”, ritenendole in possesso di poche capacità se non quelle di farsi strada con la sola estetica.
Come definireste il vostro ultimo album? Che cambiamenti ci sono stati rispetto al passato?
Once up on a Time è un disco con molte sfumature; alterna momenti di alternative rock più melodici a grintose espressioni rock’n’roll, reminiscenze 80’s a ballate distorte. E’ musica che scaturisce dalle menti e dai cuori di quattro persone con diversi gusti musicali, che dopo anni di convivenza tra concerti e sala prove, hanno cercato di creare un proprio sound, grazie anche ad una maturazione a livello compositivo e una crescita a livello di arrangiamenti.
Avete registrato il disco agli Abbey Road Studios di Londra. Come ha influenzato il vostro lavoro suonare all'interno di un luogo così importante per la storia della musica?
Lavorare all’interno degli Abbey road studios è stata un’esperienza emozionante e suggestiva. Da fuori la gente si ferma a contemplare la cancellata perché oltre non si può andare, all’interno invece il clima è sereno, professionale e per niente formale come ci si potrebbe aspettare. Sembra quasi che chi ci lavora e chi abitualmente frequenta gli studios non senta il peso dei lavori che sono usciti da li. Per loro è la quotidianità; infatti il nostro sound engineer Sean Magee, che ha lavorato con nomi come: Placibo, Paul McCartney, the Special, Rolling Stones(solo per citarne alcuni), davanti alle macchine era concentrato a cercare di far uscire un bel lavoro anche per una band underground italiana come noi.
Quali gruppi del passato hanno avuto maggiore influenza nel vostro percorso? E chi ascoltate tra quelli di oggi?
La scena riot grrrls degli anni 90 ci ha dato l’input per la creazione di una band femminile. In particolare la nostra “strega guida” è stata Courtney Love e le sue Hole. Andando più indietro una figura importantissima per noi è la poetessa del rock Patti Smith Le influenze arrivano però anche da band come: Cure, Clash, Smiths, Joy Division Nella scena contemporanea continuiamo ad ascoltare band o voci femminili come le Organ, Yeah Yeah Yeahs, Magneta Lane, Juliette and the Licks, Girl in a Coma ma anche gruppi quali: Arcade fire, Editors, Mamford and sons.
Alla luce anche di ciò che sta accadendo nel nostro paese, con il presidente del consiglio che ci ritroviamo, come deve essere vissuto secondo voi il concetto di femminismo in questi anni dieci?
Chiamiamolo come volete, femminismo o altro, noi siamo convinte che ogni donna dovrebbe sviluppare un orgoglio e una dignità propria e verso le altre donne. Le capacità femminili non sono migliori o superiori ma trasversali a quelle degli uomini e quindi, in quanto tali, hanno il diritto essere considerate. Per questo non si dovrebbero fare differenze nei campi dei diritti delle persone o per esempio in quelli lavorativi, fino ad arrivare ai campi artistici e quindi nel nostro caso musicali, dove difficilmente ci vengono dati i giusti spazi; ci riferiamo ai grandi circuiti musicali e ai media. Oggi qui, grazie alla vostra testata, abbiamo l’opportunità di parlare dei gruppi di donne e della scena rock femminile, ma difficilmente succede. In Italia siamo in tantissime, ma la gente continua a pensare che siamo solo eccezioni e fino a quando le cose non cambieranno noi porteremo avanti il Rock with Mascara(movimento che unisce i gruppi rock femminili italiani attraverso collaborazioni e concerti).
Uscendo dall’ambito musicale, volgiamo credere nel fatto che ultimamente ci siano tante donne che la pensano come noi. Non bisogna vedere questa voglia di aggregazione e solidarietà come un pericolo di ghettizzazione. Molti giudicano il pensiero femminista anacronistico, ma solo chi non ha subito discriminazioni può pensare che negli anni dieci la situazione sia migliorata o addirittura superata. Purtroppo ci sono donne che ritengono questa rivendicazione un gesto debole, che le mette in discussione come donne emancipate, mentre spesso sono loro a cadere vittime di un sistema in cui poi sono gestite da uomini; esempio lampante è al situazione del Governo e dei bunga bunga berlusconiani. Per fortuna ci sono invece molte donne con la consapevolezza e l’orgoglio di essere delle risorse e vogliono difendere questa posizione senza scendere a compromessi.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Poter esprimere se stessi continuando ad comporre canzoni è sicuramente il sogno di qualsiasi musicista. A noi basta sapere che c’è chi crede nel progetto Roipnol Witch, la nostra etichetta, che ci darà la possibilità di produrre presto un altro album. Attualmente siamo impegnate nei live che ci stanno portando in giro per la penisola, poi nel prossimo inverno cominceremo le preproduzioni del nuovo materiale. Al di là dei vari progetti l’obiettivo che abbiamo è quello di suonare per divertire, in primis noi stessi ed emozionare e lasciare messaggi positivi a chi ci viene ad ascoltare, anche perché è la dimensione live quella dove una band può esprimersi totalmente.


