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Iggy Pop: ‘Mai sopportato i Clash’

Un altro giorno, un'altra dichiarazione shock dell'Iguana. Che spiega i suoi motivi

4 luglio 2012

Iggy Pop, Foto (cc) Alexsey.Const via Flickr

Iggy Pop non fa mistero di essere una persona poco diplomatica. Altroché, è sincero fino alla brutalità, come ampiamente dimostrato dalle sue ultime dichiarazioni pubbliche ed è forse proprio per questo che è un piacere intervistarlo: c’è sempre la possibilità che dica qualcosa di scandaloso, di problematico, addirittura di blasfemo.

Così è successo anche quando nei giorni scorsi l’Iguana è stato intervistato da Andrew Goldman del New York Times: un’intervista passata quasi inosservata se non fosse stato per una dichiarazione sui Clash che con un effetto di passaparola solo ora sta facendo discutere. Il passaggio è semplice, quasi scontato, perché Goldman ricorda a Iggy che molte punk band inglesi si formarono come reazione a uno show londinese degli Stooges nel 1972: nel pubblico c’erano componenti dei futuri Clash e dei futuri Sex Pistols. Il commento di Iggy? “Ho reagito alla cosa molto meglio di come reagii con tutto il movimento hippie. Ma per come la cosa si è sviluppata, non ho mai potuto tollerare i “punk sinceri”. Non ho mai creduto in loro, e tuttora non mi fido”. “Punk sinceri?”, chiede a quel punto Goldman, che ha bisogno di una spiegazione.

E Iggy non si lascia pregare: “Come i Clash, che volevano trasformare il mondo in un luogo politicamente corretto per tutti, ma solo se avessi continuato a comprare i loro dischi. Non ho mai abboccato alla loro “rettitudine”. Mi piacevano di più le band scapestrate, beffarde. Lì ho anche capito che era un bene che avessi smesso con quel genere di musica. In quell’ambito di rock cazzone, postpubescente una generazione dura cinque anni, non venticinque. Se avessi continuato a far uscire roba che suonava come il mio primo disco ma senza la stessa energia, sarebbe stato molto peggio”.

E voi cosa ne pensate delle dichiarazioni di Iggy? Siete d’accordo?

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