Il Boss a Firenze: ‘siete duri a morire’!
Live report da Firenze: quattro ore di musica, quattro ore di pioggia battente...
Di Antonio Viscido
Il Boss, Foto Antonio Viscido
Chi se ne frega se ha iniziato a piovere dopo quindici minuti dall’inizio del concerto e se la pioggia ha continuato a bagnare il pubblico per tutte e quattro le ore della sua durata. Chi se ne frega se non mi ricordo esattamente la scaletta, mi basta ricordare che ho pianto inconsciamente durante The River, e so di non essere stato l’unico. Chi se ne frega se il bambino che ha cantato era programmato o meno, mi ricorderò in ogni caso delle due ragazze davanti a me che si sono commosse fino alle lacrime sincere. Non mi importa niente di aver fatto la coda due ore per uscire dalla città, perché tanto ho continuato ad ascoltare Born to Run tutto il tempo e ho parcheggiato sotto casa con Jungleland.
Non m’interessa sapere cosa succederà in tutti i prossimi concerti rock che vedrò, perché Bruce Springsteen ha urlato che il pubblico di Firenze è duro a morire se dopo quattro ore di pioggia fitta chiede di sentire ancora le sue canzoni. Era un bel po’ di tempo che non entravo allo Stadio Franchi per un concerto, e vorrei vederlo sempre così, pieno di persone felici, che non guardano una partita di calcio. Un concerto di Springsteen non è un concerto rock, è “il” concerto rock. Che Dio lo preservi e che continui a fargli fare concerti così, magari sempre più spesso in Italia, checchè ne dica la presunta “intellighenzia” rock italiana.