Olimpiadi 2012: ma perché i Duran Duran?
Perché... c'è sempre un perché: qui le 15 ragioni di Paolo Madeddu. Effettivamente...
I Duran Duran, Foto (cc) Eva Rinaldi Celebrity and Live Music Photographer
Di Paolo Madeddu
Dunque i Duran Duran apriranno le Olimpiadi del 2012. Loro, gli Stereophonics (per il Galles), Paolo Nutini (per la Scozia) e gli Snow Patrol (per l’Irlanda del Nord). La scelta lascia un filo interdetti. Cioè, i vecchi Wild Boys non sono un gruppo freschissimo. E se gli organizzatori volevano puntare su un nome storico, ne vengono in mente almeno dieci di più monumentali. È vero che tirano ancora su un bel po’ di soldi coi tour, ma non è che All you need is now (2010), il loro ultimo successo targato Mark Ronson, abbia fatto fuoco e fiamme dal punto di vista delle vendite.
Però, pensandoci, alla fine se una band deve rappresentare TUTTA la musica inglese, forse non è del tutto insensato. I Duran sono pop, sono glam, sono elettronici, sono dance, all’occorrenza sanno pure piazzare un paio di riff. E poi l’importante è che siano festaioli, ché far aprire dei Giochi ai Pink Floyd oppure ad Adele avrebbe finito per gettare un tantinello di depressione sullo stadio; quanto a una reunion degli Oasis, sarebbe possibile solo se in palio ci fosse la medaglia dei pesi medi. In ogni caso, è facile criticare – ma noi a Torino 2006 abbiamo messo lì Peter Gabriel a cantare Imagine – gente, non è nemmeno italiano.
Comunque, puntualizzato che Blur, New Order e Specials saranno protagonisti del concerto di chiusura, forse per l’apertura poteva esserci una scelta migliore, ma pensiamo che ci sia un motivo se gli altri pezzi da novanta sono stati scartati…
1. The Who. Il gruppo-bandiera (anche cromaticamente). Probabilmente erano la prima scelta – ma quel rintronato di Keith Moon non ha risposto all’invito.
2. Rolling Stones. Mick potrebbe anche mandare un messaggio convincente: a 70 anni, è ancora uno dei frontman più ginnici. Però con che faccia dici no al doping se poi metti Keith Richards sotto i riflettori…
3. Paul McCartney. Sarebbe stata una scelta abbastanza naturale, ma una fetta della torta era già destinata a una componente della famiglia.
4. Elton John. Oh, no! Chi è morto stavolta?
5. Coldplay. Nulla di meglio che tutti quei melanconici “Ooooh…” per spronare gli atleti ad arrivare diciassettesimi.
6. Led Zeppelin. Avete letto il cartello?
7. Eric Clapton. Sì, come no, con tutto lo stadio che canta: “Cocaine!”.
8. David Bowie. Ok, ma che fine ha fatto?
9. Radiohead. Ipotesi suggestiva soprattutto per i balletti.
10. Iron Maiden. Eh, musicalmente non avrebbero messo d’accordo tutti; ma è un peccato, perché il pupazzo di Eddy tedoforo avrebbe sbancato.
11. Sting. Mmh, con la bandiera dell’Uzbekistan?
12. Depeche Mode. Vedete, questa faccenda delle Olimpiadi deve far dimenticare un po’ la crisi. Tre tizi in nero che suonano nel buio non sono indicatissimi.
13. Muse. Stephanie Meyer ha dichiarato che la loro musica è stata la principale ispirazione per farle scrivere l’intera saga di Twilight. Un po’ è giusto che paghino.
14. Black Sabbath. Pensateci bene, in queste cerimonie c’è sempre qualche colomba della pace.
15. Spice Girls. Ecco: lo vedete che i Duran Duran ora vi spiacciono di meno?
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