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Robin Gibb non ce l’ha fatta

Scompare a 62 anni il Bee Gees e compositore/cantante. La lunga malattia, il ricordo dei colleghi

21 maggio 2012

Robin Gibb 1949-2012, Foto Andreas Sterzing/SPV Records

È il terzo fratello Gibb ad andarsene: prima Andy, bello e dannato, a soli trent’anni nel 1988 per un’infezione cardiaca, poi il gemello Maurice nel 2003 per una malattia congenita all’apparato intestinale. Stanotte si è spento Robin, anche lui afflitto dallo stesso male del fratello ma le cui condizioni di salute erano state complicate da un cancro. Aveva solo 62 anni, e con la sua scomparsa rimane in scena solo Barry, il fratello maggiore che come Andy e Robin aveva trovato il successo anche da solista.

Da aprile era peggiorato drammaticamente, tanto che si era resa necessaria la cancellazione della sua partecipazione alla prima londinese del Titanic Requiem, da lui composto con il figlio Robin-John per il centenario della tragedia del transatlantico. Il 14 aprile era entrato in coma, sempre a Londra, per una polmonite, ma dopo meno di una settimana si era ripreso, stupendo familiari e medici. Una piccola parentesi di serenità prima del nuovo aggravarsi del suo stato di salute, stavolta in maniera irreversibile: senza aver mai recuperato l’uso della voce, si è spento la notte scorsa.

Ancora in forze aveva registrato un album solista, il primo da sette anni a questa parte, dal titolo provvisorio 50 St Catherine’s Drive, che a questo punto potrebbe essere pubblicato nei prossimi mesi come testamento artistico di un musicista che lontano dall’ingombrante ombra proiettata dal successo planetario (oltre duecento milioni di dischi venduti in carriera) dei Bee Gees è stato comunque un importantissimo rappresentante del soul cosiddetto bianco, e aveva scalato le classifiche anche in solitaria anche con successi folk e pop.

A poche ore dalla scomparsa di Donna Summer, che con i Bee Gees aveva dominato gli anni della disco, anche la morte di Robin Gibb ha scatenato la commozione di tanti personaggi celebri: “Uno dei miei idoli” lo ha descritto Justin Timberlake, mentre Mick Hucknall (Simply Red) lo definisce come “un autentico gigante della musica”. Fra tanti omaggi via Twitter, Gavin DeGraw sottolinea l’importanza del trio anche dopo l’enorme successo de La febbre del sabato sera: “I Bee Gees erano delle icone. Non solo una grande band, ma un grandissimo gruppo di autori di canzoni. Anche ben dopo il loro successo nelle classifiche, scrivevano ancora pezzi per altri, successi mondiali. Il loro talento ha superato il momento in cui andavano di moda. Oggi l’industria musicale subisce una grande perdita, la perdita di un’icona”.

Guardate, in dieci video, la contro-carriera di Robin Gibb lontano dal trio che lo aveva trasformato in una superstar…

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