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Streaming party: benvenuta, Chris Robinson Brotherhood!

Il nuovo progetto della voce dei Black Crowes è una ricerca delle origini del rock

12 giugno 2012

Di Chiara Papaccio

La Chris Robinson Brotherhood, Foto Alissa Anderson

C’è qualcosa di estremamente simbolico nella nascita del nuovo progetto di Chris Robinson dei Black Crowes: nella stagione della peggiore depressione respirata in Nord America (e non solo) dal 1929 un musicista dal profilo inconfondibile si mette alla guida di un furgoncino, senza roadies, senza entourage, e si spoglia di tutte le proprie “sovrastrutture sonore” tornando a una semplicità musicale che passa innanzitutto dai palcoscenici dove la CRB ha mosso i primi passi prima di essere fulminata dalla realizzazione che la gioiosa, elementare energia dei loro live set poteva essere catturata anche su un disco (anzi, due: Big Moon Ritual, che vi presentiamo oggi, e The Magic Door che esce invece a settembre).

Perché poteva sembrare il capriccio di una rockstar, ma in realtà questa necessità, questa spinta a creare musica più vicina al cuore ha incontrato quasi subito la risposta di un gruppo di altri musicisti di razza: Neal Casal (Ryan Adams, Willie Nelson), Adam MacDougall (Macy Gray, Black Crowes), George Sluppick (che ha suonato la batteria, fra decine di artisti, per Albert Lee) e Mark Dutton (L.A. Guns). Cosa più importante, a meccanismo della Chris Robinson Brotherhood già innescato è il pubblico a regalare un riconoscimento a questo supergruppo nato per caso ma niente affatto improvvisato. Tutto trova un suo posto, comprese le molte e diverse influenze che si riversano in Big Moon Ritual, che Rolling Stone è orgoglioso di farvi ascoltare oggi in esclusiva: dal rock delle origini alle melodie degli Everly Brothers, dal boogie al blues, dai Neu! ai Grateful Dead. Semplice, in altre parole.

L’ascolto di Big Moon Ritual è stato possibile fino al 21 giugno.

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