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Vasco licenzia il suo chitarrista. Via Facebook

Ingrato, senza riconoscenza, statico... il Komandante s'incazza e rompe il sodalizio con Solieri

12 giugno 2012

Maurizio Solieri, Foto Internet

Dopo la decisione di non voler suonare al concertone a sostegno dei terremotati dell’Emilia perché “la beneficenza si fa tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità”, Blasco invita il suo storico chitarrista, Maurizio Solieri, ad “andare a farsi fottere”. Via Facebook. Come due fidanzatini social qualunque. Tutto nasce da un’intervista in cui Solieri, commentando il rifiuto di Vasco a partecipare al concertone per l’Emilia (il biglietto per accedere allo spettacolo costa 30 euro ed è acquistabile tramite il circuito Ticketone, Charta Viva Ticket e Booking Show) e sottolineando la sua decisone di esserci, racconta anche i retroscena del suo sodalizio con il musicista di Zocca aggiungendo: “Non ci sono più rapporti di tipo umano, con l’ingigantirsi della sua aura di artista la nostra relazione è diventata più professionale, nei periodi in cui si fanno le prove ci si rivede per un mese di fila, ma poi… È un anno che non lo sento”.

Il Komandante non la prende bene. E risponde via web, usando il suo post sul faccia-libro. L’inizio è latte e miele: “Caro Solieri, parliamoci chiaro, ci conosciamo dal ’77 quando, vestito con una giacca scozzese da impiegato bancario, e gli occhiali da vista neri, t’incontrai per la prima volta insieme a Sergio Silvestri… Tu eri amico di Sergio, mi ricordo il primo incontro sui binari del treno… e assunsi anche te perché conoscevi molto la musica americana e inglese ed eri una specie di esperto (…)”. E fin qui tutto ok. Poi però il Blasco, attacca: “Poi ti sentii suonare la chitarra una sera al bar e rimasi stupefatto. Suonavi esattamente come oggi. Ed è questo il punto caro Solieri. Da quando abbiamo cominciato nel ’78 non sei cambiato di una virgola. Non sei cresciuto… Non ti sei evoluto… Non ti sei mai perfezionato e sei rimasto nel tuo mondo di assoli molto spettacolari ma poco precisi…”. Per poi proseguire: ?”Oggi, in ogni intervista, dimentichi che hai potuto esprimere il tuo talento solo grazie a me. Io ho cominciato ad andare davanti alla gente con la mia faccia e il mio nome. Io ho cominciato a cantarle e voi eravate degli orchestrali e le vostre prime timide musiche che io vi ho consigliato di fare sulle quali io ho scritto le parole le ho fatte diventare vere le ho interpretate e le ho cantate le avete cominciate a scrivere molti anni dopo e comunque ho sempre fatto tutto io. Perché volevo che la musica di Vasco Rossi fosse varia. Eravate tutti sostituibili.” E ancora: “Dici che ultimamente sembra sia incazzato con il mondo?… Forse non sto bene? Ma vai a farti fottere anche te insieme a tutti gli altri… Io incazzato lo sono stato sempre! Col mondo, con me e anche con te!… E non sono mai stato bene. Io sto male! Mi meraviglio che non tu l’abbia mai capito. Questa è la verità caro Solieri. Io ti voglio molto bene. Però te l’ho detto. Se quando fai un’intervista sulla musica di Vasco Rossi sul suo mondo che poi è il tuo, riesci a non nominarmi mai, non cominci col dire che ringrazi il giorno che mi hai incontrato io che sono molto stanco della tua arroganza ti restituisco tutto con questo mio documento che firmo e che pubblico. Caro Solieri, abbi cura di te“.

Per i nostalgici…

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