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Dal rock on the stage

I Futureheads rimasti senza... strumenti

Un disco rock senza chitarra, basso e batteria? Si può, parola, anzi voce, della band inglese

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23 febbraio 2012

La band britannica, Foto The Art of Agency

Un disco rock, ma senza nemmeno uno strumento musicale: non è l'effetto del credit crunch e non hanno subìto un furto, ma è la decisione artistica fuori di testa dei Futureheads. Il loro nuovo disco si chiamerà Rant (insomma: "sproloquio") e in effetti qualcosa di folle ce l'ha, perché col senno di poi è la stessa band inglese a parlare del progetto come di un incubo.

E dire che era nato come un divertissement: invitati dalla deejay della BBC Jo Whiley nel 2010 a suonare una cover altrui, i quattro inglesi avevano pensato di arrangiare Acapella di Kelis come un mini-coro gregoriano. Da cosa nasce cosa, e due anni dopo ecco un'intera collezione di brani proprio a cappella. Così tanto tempo è quello che ci è voluto per registrare tutte le diverse tracce vocali e sovrapporle: in qualche caso si è arrivati a dover usare 115 differenti registrazioni.

In Rant, fuori il 2 aprile attraverso l'etichetta della band Nul Records ci saranno tredici tracce - un mix di inediti e cover tra le quali proprio il brano di Kelis, The No. 1 Song in Heaven degli Sparks e Meet Me Halfway dei Black Eyed Peas.

Per farvi un'idea, ecco la prima versione di Acapella di Kelis:



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