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Dal rock on the stage

Iggy Pop, ex commesso, difende i negozi di dischi

Per il 'Record Store Day', un ex commesso d'eccezione!

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26 gennaio 2012

Iggy con James Williamson nel 1972, Foto Robert Matheu/Sony Music

L'edizione 2012 del Record Store Day è stata confermata per il prossimo 21 aprile e, con l'annuncio, è arrivata l'ufficializzazione di Iggy Pop "ambasciatore" dell'iniziativa. Più che un testimonial, insomma; dal quale, ci si aspettano foto promozionali ma soprattutto iniziative clamorose - considerato il personaggio - esibizioni dal vivo e, magari, qualche uscita discografica esclusiva, come da tradizione dell'evento che si svolge a livello planetario.

Intanto dal "vecchio" James Newell Osterberg Jr arrivano già delle parole che ci aspetteremmo da un rocker di almeno quarant'anni più giovane: "Mi sento come un rappresentante di una qualche giungla esotica piena di vita, di morte, di sesso e di rabbia, chiamato a vestire una pelle di leopardo e a portare gioia in un mondo di morti". Olé! Ottima dichiarazione programmatica, no?

Ma Iggy va oltre, e spiega quale sia il suo personale rapporto con i negozi di dischi. Uno strettissimo, perché "il mio nome, la mia educazione musicale e la mia personalità mi arrivano dall'aver lavorato in un negozio di dischi durante i miei anni più... teneri. Fra gli anni '50 e '60 i ragazzini si ritrovavano nei negozi per ascoltare i dischi nuovi e vedere se piaceva il 'beat'. Potevi comprare il disco a 79 centesimi e, se eri fortunato, anche incontrarci delle ragazze. I commessi di questi posti sono diventati dei manager (come Brian Epstein), capi di case discografiche (Jack Holzman) e facce sulle copertine di un album (io)".


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