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Dal rock on the stage

John Densmore: 'I Doors erano i Doors con Jim, non senza di lui'

La coerenza del batterista nel non voler sputtanare la legacy dei Doors

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27 gennaio 2012

John Densmore. Foto internet

Qualcosa di cui va dato atto a John Densmore, batterista dei Doors, è la coerenza nelle scelte artistiche. Dal giorno della morte di Jim Morrison, il 3 luglio 1971, ha cercato in ogni modo di difendere il lavoro e l’integrità della band al completo, 5 album (essenziali soprattutto i primi due e l’ultimo, L.A. Woman, in uscita il 31 gennaio a quarant'anni dall'uscita con un inedito, She Smells so nice, in esclusiva per RS) che ora sono il vero capitale della band.

Per questo motivo John non ha mai aderito ai tristanzuoli combo postumi allestiti per far ripartire la macchina live, anzi ha fatto causa a Krieger e Manzarek, rispettivamente chitarrista e tastierista dei Doors, per impedire l’utilizzo del nome della band. Per questo motivo Krieger e Manzarek hanno fatto nascere e morire negli anni Zero creature geneticamente modificate come i The Doors of the 21st Century (feat. Ian Astonbury), i D21C / Riders on the Storm, semplicemente i Riders on the Storm. Di quella purezza d’intenti e dell'aria che si respirava pochi mesi prima dell'inaspettata fine di Morrison traspare molto nell’intervista rilasciata da Densmore a Ernesto Assante su Repubblica di oggi.

"Se torna anche Jim lo faccio anche io. Ma Jim è morto e i Doors erano i Doors con lui, non senza di lui". Chapeau.

La versione integrale di She Smells so Nice


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