23 febbraio 2012

Barack in arte... Elwood, Manipolazione con Photoshop
Se le elezioni di quest'anno dovessero andare male, a Barack Obama potrebbero aprirsi le porte di una carriera da cantante. Scusateci la perfidia, ma è la seconda volta in poche settimane che il presidente Usa fa vibrare l'ugola. D'oro, letteralmente: aver canticchiato pochi versi da Let's Stay Together di Al Green avevano fatto vendere al pezzo, celebre per essere finito nella colonna sonora di Pulp Fiction, quasi il 500% in più a fine gennaio.
Ieri il bis: Obama si è fatto molto pregare, ma a un evento politico-musicale dal titolo Red White and Blues e legato al Black History Month (ogni febbraio negli Stati Uniti si celebra l'impulso della comunità afroamericana alla società e alla cultura a stelle e strisce) il Commander in Chief ha fatto di nuovo una... cantatina. Con una parata di stelle sul palco tra i quali Jeff Beck, Buddy Guy, Mick Jagger, che gli ha letteralmente porto il microfono, e anche l'arzillo ottantaseienne B.B. King (che a luglio sarà dal vivo in Italia per due date!), Obama ha sfoderato il suo vocione baritonale per qualche passaggio da Sweet Home Chicago, suonata in suo onore dalla superband in scena.
Durante la serata Obama si era anche lanciato in un appassionato omaggio al genere blues: "Il blues - aveva detto il presidente USA - ci ricorda che siamo passati attraverso tempi più duri di quelli attuali. (...) Questa musica ci insegna che quando ci troviamo di fronte a un bivio non scappiamo mai davanti ai problemi. Li facciamo nostri, li fronteggiamo, li trasformiamo in arte. (...) Questa musica di umili origini affonda le sue radici nella schiavitù e nella segregazione, in una società che raramente trattava gli afro-americani con la dignità e il rispetto che meritavano e (...) ha sfondato ogni confine, andando oltre le zone in cui era nato. (...) Ha provocato la nascita del rock n' roll, del rhythm and blues, fino all'hip-hop. Ha ispirato artisti e il pubblico di tutto il mondo". A pensarci, un discorso impensabile in bocca a qualunque capo di stato.
Ecco l'esibizione di Mr. Obama


