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Dal rock on the stage

Quel dito medio di Adele

I Brit Awards (e lo showbiz) ben riassunti dal gestaccio della regina della serata

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22 febbraio 2012

Il momento incriminato, Foto screenshot

Non possiamo darvi torto se pensate che noi di RS siamo ossessionati da Adele: ne parliamo ogni due giorni, dopotutto. Il problema è che anche lei in qualche modo ci... aiuta. Come ieri notte ai Brit Awards alla O2 Arena di Londra, quando, al momento di ringraziare per il premio ricevuto da 21 (che compie un anno proprio oggi) come disco inglese dell'anno, è stata interrotta dal conduttore James Corden che doveva lanciare la lunga esibizione dei Blur - undici minuti e rotti dal vivo, tra Song 2, Parklife, Tender e Girls & Boys.

La reazione della cantante è stata composta, diremmo: un bel sorriso e un vaffanculo sotto forma di dito medio che ha trasformato l'impettita serata d'onore della musica inglese negli NME Awards...e in effetti la loro statuetta è proprio un dito medio! Dieci secondi di gestaccio, forse meno. Ma altamente simbolici.

Intanto per i suoi destinatari: Adele ha chiarito che ce l'aveva con gli organizzatori della nottata, non certo con il pubblico. In questo senso non possiamo non darle ragione. Alla salvatrice della discografia britannica, per quanto possa pesare a un non fan ammettere la sua importanza, sarà pur consentito di ringraziare in lungo e in largo chi vuole lei? Specialmente quando sta ritirando il premio della categoria più ambita in qualunque competizione - non solo i Brits.

A noi quel vaffanculo è sembrato simbolizzare anche una differenza di stile rispetto ai Grammy di qualche giorno fa: dieci secondi di fuori programma che sarebbe stato impensabile vedere allo Staples Center di Los Angeles. E che non ha creato lo scandalo generato da M.I.A. al Superbowl: lei verrà multata più o meno come Janet Jackson che mostrò il seno nel 2004, Adele sicuramente no.

Non che gli scandali, piccoli o grandi, siano una rarità alle serata di gala inglesi, e anzi i Brit ce ne hanno regalati diversi nel corso degli anni (ricordiamone uno solo: l'invasione di palco di Jarvis Cocker mentre cantava Michael Jackson), ma quanto è diverso un evento ingessato nella perfida Albione da uno a stelle e strisce? In mezzo ci passa un oceano, appunto.

Ai Grammy avranno premiato Bon Iver e Skrillex, ma da questa parte del mondo in candidatura finiscono Anna Calvi, i Vaccines, gli Elbow, Laura Marling o James Blake. Magari non vincono, ma sulla punta di quel dito medio c'è anche la punta di un iceberg che contiene tutte le differenze culturali tra un universo musicale come quello statunitense, attento ai fenomeni di massa, e quello inglese, più attento ai fenomeni... e basta.

Infine, un occhio ai vincitori: Adele ha portato a casa due premi, così come il self-made cantautore Ed Sheeran, che presto sarà una stella anche da noi (è solo questione di tempi... promozionali). Sono tornati a casa con la statuetta firmata Vivienne Westwood anche i Coldplay, gli One Direction appena passati da Sanremo e Lana Del Rey, timidissima e a disagio per tutta la serata. Premi anche a Bruno Mars, miglior solista internazionale, e a Rihanna, controparte femminile in qualche modo risarcita per essere rimasta a bocca asciutta proprio ai Grammy: ecco, il gestaccio di Adele avrebbe potuto farlo lei, tutto sommato.

L'elenco completo dei premiati e dei candidati è qui.


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