Little Richard dal vivo nel 2007. Foto (cc) Loudtiger via Flickr
12 OTTOBRE 1957 - Ai tempi dell’incidente che quasi gli costò la vita, Little Richard amava definirsi architetto del rock ‘n’ roll. L’estatico pianista dietro a riff di Tutti Frutti e Miss Molly era in Australia nel bel mezzo dell’ennesima tournée mondiale - stimolata dal consumo abituale di droga e sesso con molte donne assieme - quando si imbarcò per un volo diretto a Sydney. Mentre il velivolo era sulla rotta della città australe, uno dei motori prese fuoco. Nel panico più completo, Richard disse di aver visto degli angeli che sorreggevano l’aereo (fu questo il racconto che fornì ai giornalisti appena sbarcato).
Lui e la sua band atterrarono in sicurezza a Sydney, ma malgrado ciò, il musicista salì sul palco la sera stessa per comunicare al pubblico che avrebbe abbandonato la musica per buttarsi fra le braccia di Dio.
Per dimostrare alla band che le sue intenzioni erano serie, Richard gettò tutta la sua parure di gioielli tempestati di diamanti in un fiume. Al ritorno negli States, entrò in seminario per diventare un pastore della chiesa avventista del settimo giorno. Più tardi registrò un disco di gospel, The King of the Gospel Singers ma tenne fede alla promessa di mollare la musica dal vivo solo per qualche anno, quando ripartì nel 1962 per la prima di una lunghissima serie di tournée che continua ancora oggi. Per inciso, a far da spalla a Richard quell’anno c’era una semisconosciuta band di Liverpool chiamata Beatles.
Little Richards, Tutti Frutti
Sid Vicious dal vivo coi Sex Pistols. Foto (cc) S. Fitzstephens via Flickr
12 OTTOBRE 1978 - Lo stesso giorno ma 21 anni più tardi, nel 1978, Nancy Spungen, la ragazza del bassista dei Sex Pistols Sid Vicious, venne trovata morta in circostanze poco chiare al Chelsea Hotel di New York. Syd e l’altrettanto-autoditruttiva-compagna Nancy sono oggi l’esempio della volatilità dell’amore giovanile. D’altra parte, al tempo della morte della Spungen, li univa soltanto un tragico mistero. Meno di un anno dopo che i Sex Pistols si sciolsero (lasciandosi dietro soltanto un album che cambiò i connotati della musica rock, Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols), Vicious e Spungen vivevano in una stanza del Cheslea Hotel di NYC. La mattina del 12 ottobre, la storia racconta che Vicious, appena uscito da una lunga nottata a base di eroina chiamò la polizia con tono isterico dichiarando di aver trovato il corpo morto della sua fidanzata, morta a causa di un’unica coltellata. L’identità di chi fece quella chiamata non venne mai scoperta. Vicious fu arrestato con l’accusa di omicidio, ma, durante l’interrogatorio la sua versione cambiava contibuamente: prima ammise di averla accoltellata, poi raccontò che era caduta sul coltello, che avevano litigato e che non ricordava nulla di quel che era successo. Gli amici suggerirono agli investigatori l’ipotesi di una questione di spaccio finita male. Dieci giorni dopo la morte di Nancy, Sid tentò di suicidiarsi e fu spedito in un ospedale psichiatrico. Riuscì a togliersi la vita il 2 febbraio del 1979, nel suo portafoglio venne ritrovato un appunto che rimandava ad un “patto mortale” fra lui e la Spungen.
Sid Vicious e Nancy Spungen durante un'intervista non proprio usuale