RSS
In edicola
 

Musica

Onde radio dall'Islanda

21 Gennaio | Rolling Stone

fm_belfast_5
Di Luca Garavini


Fra le band che si sono fatte notare maggiormente nel corso dell'ultima edizione di Eurosonic, coinvolgendo il pubblico dello Shadrak di Groningen con una serie di balletti esilaranti e di cori in falsetto spinti all'inverosimile, un posto d'onore va agli FM Belfast (per l'esibizione allo Shadrak della sera precedente guardate qui).

Islandesi di Reykjavík, li raggiungo in un piccolissimo showroom d'arte dove sono attesi per un breve showcase di cinque brani. Salgono sul palco in formazione ridotta, un palco che chiamarlo tale è un eufemismo, e riescono a far ballare tutti anche questa volta. Una specie di magia, viene da pensare.
Li attendo, poco dopo che il manager ha venduto l'ultimo dei cd disponibili al banchetto, e ci avviamo alla ricerca di un locale spazioso a sufficienza per accoglierci tutti, visto che in formazione ridotta gli FM Belfast sono 10.

Raggiungiamo quindi un ristorante messicano aperto per l'occasione dal proprietario, felice di ospitarci perchè conosceva la band. Fa strano apprendere, leggendo la biografia, che gli FM Belfast, fondati nel 2005 dal cantante e icona nerd Arni Hlodversson e dalla giovane neo hippie Loa Hjalmtysdottir nascono come un gruppo da studio, e che solo a due anni da quel giorno fatidico si sono lanciati nel roboante mondo dei concerti dal vivo. Non fosse altro per l'incredibile vitalità che ad oggi i nostri sprigionano dal vivo nella formazione attuale, che vede fra gli altri coinvolti nel progetto Arni Vilhjamson e Orvar Smarason, quest'ultimo una specie di globetrotter della musica islandese che ha militato con Gus Gus, Benny Hemm Hemm e soprattutto con i Mum di cui è anche membro fondatore. Ma Orvar è anche scrittore, ha pubblicato in Italia Scapigliatura, Lisciata, una raccolta di novelle gustosissime edite da Scritturapura. Una specie di leggenda dei ghiacci Orvar, con tanto di devoti che hanno anche aperto un fan club su Facebook.

L'intervista, devia subito dai classici binari classici di un botta e risposta sul loro stato dell'arte e divento io l'intervistato. Sembra infatti che l'argomento Berlusconi sia ancora caldo in Islanda, almendo a giudicare dall'interesse con cui mi chiedono cosa ne penso della situazione italiana, dell'anomalia che secondo loro stiamo vivendo. " Se fosse successa una cosa come quella che è successa a Berlusconi quest'estate da noi in Islanda, le cose sarebbero andate diversamente. Anche il nostro premier è una figura abbastanza anomala, è proprietario di giornali e televisioni", racconta Arni, "una specie di enfant prodige della politica. Per questo ci capiamo subito se parlo di anomalia". Mi lancio in uno sfogo sulla situazione italiana perchè mi sento toccato nel vivo, ma devio subito su altro. Più o meno... Gli chiedo se a proposito avessero avuto modo di vedere la copertina del nostro giornale che eleggeva Silvio a rockstar assoluta dell'anno passato. "Sì, e ci è piaciuta molto", spiega Orvar."Va presa con spirito goliardico, ma credo esprima un sentimento diffuso". Bene, penso io.

Orvar è il leader carismatico, un emimenza grigia che supporta gli FM Belfast quando non è impegnato nei suoi altri mille progetti. Mi racconta di essere un grande appassionato di tamburello, antico gioco medioevale che si gioca in campi a muro dove la palla rimbalza ovunque. Una specie di squash a quattro pareti.
Ma la sua passione principe resta il calcio, come quella di gran parte degli islandesi. "Cosa ne pensi del mani di Henry contro l'Irlanda?". Niente spiego io, se l'arbitro non ha visto è inutile recriminare. "Anch'io non ne avrei fatto una questione di stato, ma gli irlandesi sono sanguigni come voi italiani".
Tornando alla musica gli chiedo di farmi un paragone fra il South By Southwest e l'Eurosonic, se è possibile confrontare le due manifestazioni. "Il brutto di queste manifestazioni è che siamo trattati come sacchi di patate, merce da mettere in mostra per chi vuol far business con la nostra musica. E questo non mi piace granchè. Austin, nel bene e nel male, rappresenta il massimo possibile. Qui la gente ti guarda con gli occhi del pubblico e non del businessman".



Nessun commento per ora.

26 Febbraio Israfael dice:

Votazione: 5 / 5


 


RollingStoneMagazine.it

HomeArtistiNotizieMagazineCover GalleryDischiCinemaCultura
ArteMusicaFotoVideoLocaliEventiContestsBlogs

RSS Feeds

NotizieTicket ContestsAlbum fotograficiMagazineMusicaRecensioni

In edicola

AbbonamentiArretrati

Account

Accedi | Registrati

Networks


Registrati | Pubblicità online | Privacy | Condizioni Generali | Credits
© 1998-2009 Editrice Quadratum S.p.A. - P.IVA N.04706360155 All rights reserved