La nuova fatica dei genovesi
Port-Royal è uscita in Italia, per Sleeping Star, venerdì scorso, 6 novembre. Altrove - in Europa, nel mondo - lo ascoltano - e ballano, e ci si commuovono - già da un mesetto.
Oscuro, ossessivo, dilatato, magico,
Dying in Time rappresenta la continua voglia di
evoluzione della band, che si è imposta all'attenzione internazionale con
diversi tour in tutta Europa e collaborazioni di rilievo nel ruolo di remixer,
gli ultimi due quelli realizzati per Ladytron e Felix Da Housecat.
Un percorso in divenire, il loro, che nell'arco di tre album
full-lenght (e altrettanti ep), rappresenta ormai da quasi diec'anni uno sguardo italiano dentro le brume di un suono che, partendo dall'iniziale post-rock è andato mutando in questi anni, lambendo sonorità elettroniche e
facendo veri e propri mondi.
Istantanee con tempi di esposizione lunghissimi, di scenari fuori dal tempo e dentro un loro personalissimo spazio.
Nel proporvi il loro suono, noi di
RollingStonemagazine.it ci siamo levati una curiosità, e abbiamo chiesto loro di partecipare
alla nostra classifica dei dischi del decennio 2000-2009.
Per scoprire da dove siano partiti per concepire la loro musica sospesa, per farci sorprendere con riferimenti che mai avremmo immaginato e, semplicemente, per scoprire cosa piaccia loro e farci consigliare dieci bei dischi. Ché, di loro ci fidiamo.
La parola ai Port-Royal:
Magnétophone,
Sometimes I Need to be Reminded of How Much You Love Me (4AD, 2000): disco conosciuto da pochissimi a quanto pare, e comunque sottovalutato. A noi ha emozionato da subito e ancora oggi lo reputiamo una delle migliori proposte elettroniche di sempre;
Dntel,
Life is Full of Possibilities (Plug research, 2001): "You can turn the city upside down if you want to but it won't keep you dry";
Solvent,
Solvent City (Morr Music, 2001): un disco semplice e carino con alcuni pezzi davvero eccezionali: un classico del synth-pop giocattoloso;
Fennesz,
Endless Summer (Mego, 2001): è un po' il manifesto di un nuovo tipo di suono moderno e, in più, contiene due o tre melodie davvero belle;
Ulrich Schnauss,
Far Away Train Passing By (City Centre Office, 2001): eccellente esordio di un ottimo artista: siamo con lui, contro i Guns!;
Sigur Rós,
( ) (Fat Cat, 2002): avremmo voluto inserire il lavoro precedente, più "libero", originale e meno post-rock. Però uscì nel 1999… Comunque anche questo è molto bello e magari, riascoltandolo, qualcuno potrà rendersi conto di come l'etichetta di "Sigur Rós italiani" (pur lusinghiera) affibbiataci ai tempi del nostro esordio nel 2005 non fosse poi tanto azzeccata…;
Eluvium,
Talk Amongst The Trees (Temporary Residence, 2005): brume ambient-melodiche in un oceano di droni in cui perdersi dolcemente;
Stars of The Lid,
And Their Refinement of The Decline (Kranky, 2006): in verità si tratta di un doppio cd ostico, che facciamo un po' di fatica a metabolizzare. Ma resta l'idea che un giorno potrebbe diventare l'accompagnamento ideale per i funerali;
The Field,
From Here We Go Sublime (Kompact, 2007): artista tra i più trendy degli ultimi tempi recenti, ma l'intuizione di base, pur semplice, cassa dritta sotto micro campioni ricomposti in loop a formare talvolta suadenti melodie, risulta splendida anche se col fiato un po' corto;
Ambidextrous,
Rocket Mind (TME/Algorythmik Records, 2008): non poteva mancare un omaggio all'amata Russia e ad un caro amico. In questo caso siamo di fronte ad un ottimo mix di glitch music e italo disco anni '80 - insomma ultimi Autechre versus Fratelli Righeira! Gran disco, che non sarebbe male se girasse di più anche in Occidente.
E, per finire, spazio ai loro suoni:
- port-royal - "hermitage pt. 3"
- port-royal - "hermitage pt. 2"
- port-royal - "hermitage pt. 1"
- port-royal - "balding generation (losing hair as we lose hope)"
- port-royal - "the photoshopped prince"
- port-royal - "susy: blue east fading"
- port-royal - "i used to be sad"
- port-royal - "exhausted muse/europe"
- port-royal - "anna ustinova"
- port-royal - "nights in kiev"
- port-royal - "hva (failed revolutions)"
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