01 febbraio 2012
Di Emilio Cozzi
«Trovo i testi di Fabrizio (De André, ndr) interessan- ti, ma piuttosto goliardici, tant'è vero che piacciono solo agli studentelli. La parte musicale poi è solo ac- compagnamento». Se a scrivere una cosa del gene- re fosse stato il sottoscritto, tu, retro giurassico can- tore dell’Avvento sinistroide, l’avresti riempito (giu- stamente?) d’insulti. Si dà il caso corresse invece il 1970 e fosse Lucio Battisti a sparar sul Faber.Ma noi siamo nel 2012, non nel 1970. E lo stato di fatto è che – passati i luci e i fabrizi – adesso in Italia c’è Il Teatro degli Orrori. La prima band, da 30anni in qua, realmente sincretica: in grado cioè di non far testi da studentesse e di dedicare alla musica una dedizione battist(ic)a.
Senza orpelli manieristici – come nei ’90, fra i virgulti subsonici e, lo si dica finalmente, afterhouristici – né fuorvianti mire oltre confine. Sia chiaro: scrivere del Teatro procura figu- racce. Perché se riuscissi a descriverli a parole, firmerei i loro testi. Perché, se non li avessi pensati incapaci di replicare l’urgenza impattante Dell’Impero delle tenebre (2007), non mi avrebbero sbigottito. E ora potrei ironizzare sui loro comizi per sordi ai concerti – “Questo pezzo è dedicato alle donne partigiane”: e giù un po’ di MDMA fra gli indieoti del pubblico – e sul loro pierpaolopasolinare con Slavoj Zizek (a ’sto punto, forse meglio Ustica).
Ma, scrivevo, sono tramortito. Come nessun altro,il Teatro tiscuote anima e cervello; riesce a dirti cose che sapevi benissimo, con parole che mai avresti trovato. Ci provassi tu, affogheresti nella retorica. Loro, in Skopje e Stati Uniti d’Africa... sì! Le suonassi tu, sembreresti i Melvins con Dylan, i Jesus Lizard con Rino Gaetano. Alla meglio, Ejzenstejn con Artaud. Il Teatro, no; il Teatro è solo il Teatro. Come facciano non si sa, quel che è certo è che tu non ne sei capace. Ecco perché, più ancora che il “migliore gruppo rock italiano”, per tanti versi oggi il Teatro è l’unico gruppo rock italiano. Come se Lucio e Fabrizio fossero tornati, oggi. Insieme.


