15 febbraio 2012
di Luca Garrò
È vero, come ci si indigna a vent’anni non si farà più nel resto della vita. È vero anche però che in Italia ormai ad indignarsi non sono più i giovani, ma quelli che giovani erano qualche decennio fa. I Punkreas, nonostante qualche ammorbidimento a livello sonoro non hanno mai smesso di essere contro, anche quando trattavano temi di un’attualità disarmante e venivano tacciati di catastrofismo. Chi sono però oggi i cinque punk rockers italiani? Sono davvero i golfisti che vogliono farci credere nel booklet di “Noblesse Oblige”? A leggere i testi dell’album si direbbe di no e, d’altra parte, non è che ci fossero molti dubbi a riguardo: con la consueta ironia e apparente leggerezza la band è ancora in grado di raccontare storie che partono dal particolare per giungere al generale, mettendo alla berlina non solo abitudini tipiche della nostra cultura (arretrata), come in “Mozzarella Blu” per esempio, ma sbeffeggiando anche il potere. È il caso per esempio di “Polenta E Kebab”, che prende sonoramente per il culo quello che fino a poco tempo fa era uno dei partiti di maggioranza del nostro Governo e che vede la partecipazione di Luca O' Zulù Persico dei 99 Posse. È vero, a livello prettamente musicale non troverete nulla di realmente innovativo, ma questo non è mai stato l’obiettivo della band lombarda. Insomma, quello che dagli stessi protagonisti veniva definito un disco “forse un po’ meno arrabbiato che in passato”, in realtà farà incazzare ancora diverse persone.


