Rock and Roll Radio/ Onesti lavoratori del ritmo!

Si chiamano Cheap Thrills, Van Buren Boys, Cry! Niente di nuovo sotto il sole, ma quanto divertimento!

31 agosto 2012


The Cry!, Foro Internet

Di Michele Bisceglia

Puro intrattenimento, zero pretese. Anche per questa settimana, ecco a voi tre (praticamente) misconosciute band che non brillano certo per originalità e non cambieranno la storia del rock and roll (perché: primo, l’originalità la lasciamo volentieri ad altri, e, secondo, la storia del rock and roll è già stata scritta e non c’è nient’altro da aggiungere) ma hanno comunque scoperto quella formula magica che permette di scrivere belle canzoni e suonarle come si deve, senza tirarsela e senza prendersi troppo sul serio.

Dunque, tributiamo per l’ennesima volta i cliché partendo da Montreal, laddove suonano i Cheap Thrills che – ad ascoltare il loro primo singolo, I Gotta Get Away, e guardare l’annesso video – ricordano tanto Dogs D’Amour e Quireboys nei loro momenti più elettrici quanto i Faster Pussycat del primo disco o qualsiasi altro gruppo degli anni Ottanta che si rifaceva a Rolling Stones e New York Dolls. Membri dei Cheap Thrills hanno fatto parte in passato di Heart Attacks e Fishnet Stalkers (band dalle quali sono poi usciti due dei Biters, gruppo di Atlanta intervistato qui su Rock and Roll Radio lo scorso anno) e ora i quattro hanno pubblicato un e.p su vinile 10″. Sono molto divertenti, in ogni senso, e questa è la cosa più importante:

I Van Buren Boys sono ancora più simpatici perché il loro nome rimanda a una gag di Seinfeld, il telefilm. Un pizzico di pub rock, tanto power-pop, belle melodie e pioggia di ritornelli senza badare troppo alla pulizia del suono. Sono di Chicago, hanno fatto due dischi che si chiamano Six String Love e Up All Night, e dovrebbero pubblicare a breve – tipo in autunno – un nuovo ep, Hit It Quick. Se siete amanti di gruppi tipo Eddie and the Hot Rods, Boys, cose meno conosciute come Pointed Sticks o Starjets, o siete nostalgici degli Star Spangles (una delle poche band di inizio Duemila a fare questo genere ed essere lì lì per farcela, finendo però poi per sprofondare nel nulla dopo un tour con i Jane’s Addiction), be’, vi piaceranno anche i Van Buren Boys:

E per chiudere andiamo a Portland dove troviamo i Cry! che, con un nome tanto semplice da far scendere una lacrimuccia, suonano bene una cosa che sembra semplice, ma così semplice non è, ossia sempre lo stramaledetto power pop, più Sixties oriented e meno punk rispetto ai Van Buren Boys di cui si parla qualche riga più sopra. Per certi versi ricordano una versione più educata degli sfortunatissimi Exploding Hearts e tra taglio di capelli simil Paul Weller e look skinny jeans, gilet, coppolone e beatle-boot, ricalcano tutti i migliori copioni del genere; scrivono canzoni brevi, piacevoli, tirando fuori il meglio del garage-pop retrò. Giovanissimi, i Cry! hanno fatto un disco omonimo per l’etichetta giapponese SP Records e pare stiano lavorando a tre singoli split con… tre gruppi di cui, forse, parleremo nel prossimo futuro. Intanto, godetevi questa perla:

Stay tuned for more rock ‘n’ roll.

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