25 Novembre | Rolling Stone

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"attenzione, stefanodire #2"
e anche questo: da Il corriere della sera del 29 agosto 2009 la risposta di Antonelli: "Nell'articolo sugli Istituti culturali (Corriere, 27 agosto) si dice che rifiutai la direzione dell'Istituto di Los Angeles perché la sinistra non gradiva che collaborassi col centrodestra. È possibile che alla Farnesina abbiano interpretato così il mio rifiuto. Ma in realtà la politica non c'entra nulla. Io non ho mai avuto tessere, né di destra né di sinistra. Le ragioni del no furono dettate da considerazioni personali. Successe sei anni fa, non qualche mese fa. Ero direttore della casa discografica Sugar e devo dare atto al Ministero degli Esteri che fui cercato solo in virtù del mio curriculum. La proposta, naturalmente, mi fece piacere. Alla fine dissi no perché l'organizzazione degli Istituti di cultura non mi convinceva: sono troppi, i fondi si disperdono in mille rivoli e spesso le attività si riducono a infruttuosi ricevimenti. Ragioni professionali, quindi, nessun retroscena di carattere politico.""attenzione, stefanodire"
io ho trovato questo: da Il corriere della sera del 27 agosto 2009 "(…) L'idea di due uffici culturali in America viene coltivata da qualche mese. La seconda sede era stata però immaginata sulla costa del Pacifico, a Los Angeles, con l'intento di stabilire un collegamento con il cinema e lo spettacolo in genere. Al ministero degli Esteri credevano di aver trovato la persona giusta per quel tipo di lavoro. Avevano puntato su Carlo Antonelli, giovane, serio, grande esperto di musica e spettacolo, direttore dell'edizione italiana della rivista Rolling Stone. Il fatto che Antonelli militasse a sinistra non era stato considerato un ostacolo. Peccato, però, si rammaricano alla Farnesina, che a sinistra non hanno gradito che collaborasse con il centrodestra. E hanno convinto Antonelli a rinunciare.""Berlusconi rockstar"
Segnalo a tutti l'articolo apparso oggi sul "Fatto Quotidiano" a pag.7 dedicato al direttore di Rolling Stone Antonelli, nel quale si dice che Antonelli fu nominato nel 2003 direttore dell'Istituto di cultura italiana a Los Angeles dall'allora Governo Berlusconi. Antonelli è stato definito dall'allora sottosegretario Baccini "vicino al centro-destra"."L'ennesima delusione"
Ma che cavolo, nelle ultime uscite (a parte la copertina dedicata ai Ramones) avevo notato una quasi deducibile decaduta della qualità della rivista, ma adesso NO si è toccato il fondo. Anche Rolling Stone ha contribuito a pubblicizzare l'immagine dell'uomo che sta contribuendo alla rovina della democrazia italiana, come mai nessuno prima di lui (Andreotti a parte) aveva fatto. Lui vuole questo, nel bene o nel male la gente si deve fare una scorpacciata della sua faccia, perchè lui deve essere ovunque.........marketing all'ennesima potenza. Come direbbe il maestro Battiato "'U sennu stamu pirdennu 'u sennu". Da adesso inizierò ad aprire gli occhi, e guarderò verso XL con sua maestà Battiato in copertina, LUI E' IL ROCK. Da un ex lettore irrefrenabile di Rolling Stone"Invece di pensare a quello che dicono i blogger ..Pensate a quello che dicono i vostri lettori!"
state cadendo sempre più in basso... la vostra ironia stile striscia che fa l'1% di satira e per il restante 99% lecca il culo sta diventando nauseante. ormai state alla musica(e informazione) come elisabetta canalis sta alla microbiologia applicata." "Silvio Rockstar dell'Anno"? Rolling Stone datti fuoco."
Questa è la lettera che ho mandato in redazione. Buona lettura. E qui casca l'asino. Rolling Stone, la celebre rivista italiana che si occupa di Musica (e poteva continuare a seguire questo trend divulgativo, effettivamente), che faccia parte del gruppo "Quadratum Editore" non ne ha mai fatto mistero. Ma che sia di proprietà di Berlusconi, pochi lo sanno. Ecco l'ennesimo triste primato del Nano Puttaniere: autoproclamarsi rockstar dell'anno non l'aveva mai fatto nessuno. Ma andiamo per ordine. Ieri sera ho saputo che l'osannata rivista musicale aveva dedicato al Nano Parrucchinato il titolo di "Rockstar dell'Anno", visto che ogni Dicembre Rolling Stone si prende l'onore e l'onere di elevare nell'olimpo delle celebrità cantanti/gruppi e via dicendo. Devo rivelare che sin dall'inizio ero assolutamente felice: ricordo perfettamente di essermi detto "Oh, che bello, finalmente anche un giornale di musica, letto soprattutto dai giovani, si occupa del Nano Mafioso". Sbagliavo, oh come mi sbagliavo. Oggi vado a comprarlo, buttando come tanti altri stronzi 2,90 euro, e lo leggo tutto d'un fiato. Come avrebbe detto la cara Hannah, qui si banalizza il male di un uomo (un uomo..?), irridendolo, paraculandolo, ironizzando sul suo conto, ma con stile bonario, da paese dei balocchi, come se effettivamente Al Nano rispecchiasse il ritratto dell'italiano medio su cui sghignazzare, compiangere e, soprattutto, giustificare: "La vita di Berlusconi di sicuro non sarebbe dispiaciuta a una discreta maggioranza di italiani". Mi dispiace, egregi pezzi di merda, ma io preferirei tagliarmi le vene con la sega elettrica piuttosto che diventare come lui. Tuttavia, lasciando da parte i miei personalissimi giudizi, è vero che ciò può corrispondere a realtà per molti italiani, purtroppo. Ma essere sicuri di un fatto simile, scriverlo su un giornale nazionalmente conosciuto, è un meccanismo osceno e paradossale, che discolpa il Nano Pidduista, lo rende comunque immenso, un modello da seguire. Ma andiamo avanti. Con titoli come "He is larger than Life", "Cantando la canzone del Capo" , "L'Eterno Pres(id)ente di Everland", "Meno male che Silvia c'è" (pur riferendosi alla giornalista, è uno slogan caro ai sostenitori del Nano Coi Tacchi), una persona normale capirebbe che il dossier è smaccatamente sarcastico e sputtanante. Ma la realtà è ancora più inquietante: non è così scontato scoprire che i titoli non solo siano seri, ma rispecchiano anche le coscienze della maggior parte degli italiani. Firmato da ben cinque "giornalisti" (e non mi soffermerò sul loro profilo esistenziale per allungare ulteriormente il brodo), nel dossier non solo non appare il Berlusconi Mafioso (a malapena viene citata la sua appartenenza alla P2, ma solo nell'editoriale), ma nemmeno il Berlusconi Mitraglietta, che ironizza in conferenza stampa con l'Amico Putin e che fa il gesto di un fucile puntato contro una giornalista russa che stava "infastidendo" il Compagno Russo (Qualcuno si ricorda la Politkovskaja?). E cito proprio quest'esempio perchè credo che sia uno dei più gravi che riguardano il Nano Merdoso, essenziale da inserire in un articolo che dovrebbe diffamarlo. E che invece lo elogia palesemente, con risatine e battutine. Proprio come fa il Nano Cantante con le sue inquietanti barzellette. Solo su di un articolo mi preme fermarmi, esattamente l'ultimo sull'ultimo del dossier, firmato da Silvia Balestra (giornalista dell'Unità, lei lo ribadisce 3 volte in un articoletto..), una donna signorilmente indignata, che mentre scrive dipinge la sua vita da amorevole madrina ("C'erano i miei bambini da far mangiare") e adorata mogliettina ("«Berlusconi ti ha querelata» ha detto a quel punto mio marito"). Pur continuando a elogiare in modo la vita del Nano Escort, tra biondone, brunone e lettoni ("di Putin"..), riesce a scrivere nell'ultima parte dell'articolo "Berlusconi fascista", ma con molta, ma molta fatica, giustificandosi, commuovendosi, quasi in ginocchio. Ommiddio! Apriticielo! Occhescoperta! Ma brava! Clap clap, clap! Grazie che ci hai illuminata, nessuno l'aveva ancora capito. Considerando che non è la prima volta che vengono fatti parallelismi tra Berlusconi e Mussolini, ed è inquietante scoprire che si fa sia a destra che a sinistra, direi, cara Silvia, che ti stai immergendo a piè pari nella banalità, che trasuda ugualmente da ogni parte del dossier. Ehi ciccia, hai fatto il tuo lavoro. Direi che ora il nome ti si addice alla perfezione.. Triste è anche scoprire che i rapporti tra la giustizia e Al Nano vengono appena delineati all'inizio, citando vagamente la prescrizione e non scendendo nuovamente negli scomodi dettagli. Eppure lo spazio c'è, eppure ci sono ben 5 scrittori che continuano a ripetersi l'un l'altro "oh ma quant'è bello Silvio, oh ma che fantastica rockstar galattica, oh ma quanto somiglia a Keith Richards, oh ma guarda come somiglia a Michael Jackson" (viene addirittura fatto un parallelo tra Villa Certosa e Neverland..). Ormai si sprofonda nello schifo più totale quando viene addirittura riesumato il povero Kurt, quando si dice "La capitolazione di Berlusconi avrà lo stesso fragore mediatico del suicidio di Cobain". Ma che bravi, ora volete far dventare berlusconiani anche i grungettoni e gli emo. Fico. Ma non c'è limite. Stupore mia ha colto quando ho visto pubblicata, alla fine del dossier, una foto di Ghedini col Nano. La didascalia cita: "Negli anni '80 Ghedini si fece le ossa come penalista con la difesa del serial killer Marco Furlan". Ma uao, ma cheffigo l'avvocato del nostro Premier! Non poteva succedere altrimenti. Ora che i serial killer sono una sorta di celebrità, tra bestsellers e puntate in prima serata che registrano uno share di oltre il 30%, per dare ulteriore fama mediatica al Nano Liftato non si poteva che citare il suo Avvocato/Onorevole di fiducia Mavalà Ghedini come difensore di serial killer. Complimenti, Rolling Stone. Non solo nascondete le peggiori malefatte dello Psico Nano, ma lo dipingete come un brillante uomo di spettacolo, un uomo che si è fatto da sè, circondato da donnoni, soldoni e villoni, peccando, tra le tante cose, di originalità. Come se non l'avesse mai fatto nessuno. Ecco nuovamente tornare la banalità già citata. Il vostro pubblico, un'innocente massa di ragazzini rincoglioniti, di troiette indie e di omosessuali stilosi (non ho nulla contro di voi, sia ben chiaro, ma rappresentate purtroppo una fetta di lettori particolarmente influente), riconoscerà d'ora in poi Berlusconi come un personaggio di successo. Invece di invitare i ragazzi al No Berlusconi Day, a riscoprire le loro coscienze individuali, lo difendete smaccatamente. Mi fate schifo, Rolling Stone, siete la Vergogna dell'Italia. Per finire, riporto l'inizio del primo articolo del dossier, iin modo che capiate in quale oscena maniera, dalle prime alle ultime battute, viene difeso il Nano Pappone. Vi dice niente il nome Vincenzo Cerami? Lui scrive queste parole e, a meno che sia un omonimo, proprio lui è noto per essere allievo di Pasolini e per aver scritto "Un borghese piccolo piccolo". Che si sia svenduto anche costui? Non è da escludersi. "Un apologhetto ti dice come devi comportarti nel caso in cui trovi sul marciapiede 50 euro: sono pochi, quindi puoi metterteli in tasca e proseguire tranquillamente per la tua strada. Se invece incappi in 1000 euro, devi subito cercare un vigile urbano perchè si sappia che sei una persona onesta, e l'onestà è un valore assoluto e indiscutibile. Ma se la fortuna vuole che sulla tua strada trovi un vero capitale, allora non hai bisogno dell'onestà. È quello che è successo a Silvio" Già, proprio la fortuna. Vallo a raccontare a Craxi, a Mangano, a Dell'Utri e alla P2. Per lo meno ora abbiamo un nuovo appellativo: il Nano Rock.