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Eurosonic Noorderslag 2010, live Report. Giorno Uno.

15 Gennaio | Rolling Stone

giorno1

di Luca Garavini
Foto Joost Nuijten via Flickr


Arrivo a Groningen dopo un lungo viaggio di sette ore. Aereo fino ad Amsterdam e da lì prendo un grazioso treno intercity fra le lande basse della Hondsrug, cresta sabbiosa alta venticinque metri che oltre ad essere la regione più a nord è anche una delle vette più alte dei depressi Netherlands.
Nel viaggio, attorno a me un veloce paesaggio neve biancolatte, in cui di tanto in tanto fanno capolino graziose fattorie dai notevoli infissi bianchi e dai tetti che, nei lati più lunghi delle abitazioni, quasi sfiorano il suolo, coperti da una neve che probabilmente non si scioglierà prima di qualche mese.
Il freddo non mi intimorisce e così, armi e bagagli, appena arrivato dalla stazione mi sposto a piedi fino De Oosterpoort, dove ci si accredita all'edizione 2010 di Eurosonic Noorderslag, il festival della musica europea che di anno in anno svela ai media e ai tantissimi booker, promoter, agenti e professionisti del settore quali saranno i nomi degli artisti su cui puntare con buona probabilità di incassare qualche soldo. In anticipo. "Wow, una specie di raduno di quel che succederà di bello musicalmente nei prossimi dodici mesi".

I locali della città attrezzati o attrezzabili per la musica dal vivo, durante i tre giorni di manifestazione, sono imballati di curiosi, universitari e di presenzialisti delle fiere di settore (tipo i poser degli eventi a cui bisogna esserci, ma di solitò di età media superiore) per ascoltare quel che di bello ci sarà. Possibilmente spostandosi in bicicletta, il mezzo più utilizzato in città, per il 57% della popolazione di Groningen è infatti l'unico mezzo di trasporto, che gli abitanti usano malgrado il freddo, le intemperie assortite e i venti che in certe stagioni sembra quasi che ti brucino il viso (illuminante a questo proposito una puntata di Report che ha messo a confronto il grado di ciclabilità di una città italiana e Groningen. Per capire quanto il modello olandese di società non sia in fondo una chimera irrealizzabile). Niente taxi disponibili - manco che fosse la settimana della moda a Milano - e prenotazioni da confermare di anno in anno, altrimenti ciccia, niente faro puntato sul futuro della musica, e così via per tornare a sorbirci quel poco di musica che ci propinano i mass media italiani negli ultimi anni.

Giovedì 14/ - La prima attrazione del giovedì sera è l'European Breakers Border Awards, programma olandese che premia i talenti europei chi ha sfondato nell'anno passato. Tiene alta la bandiera italiana Giusy Ferreri, che con il tormentone Non ti scordar mai di me, provoca sorrisi compiaciuti nella platea di teenager dell'anfiteatro indoor, dall'altezza media di gran lunga superiore a quella italiana (Giusy Ferreri compresa, ovviamente). Subito dopo la cassierina nostra sale sul palco l'austriaca e tormentatissima Soap & Skin, che ha in comune con la Ferreri probabilmente solo l'altezza. Lei infatti è tutta una tensione da scaricare sul pianoforte e alla voce, con il violino e gli altri archi che punteggiano momenti di buio profondo. Spettacolarmente toccante, un pugno nello stomaco anche in un contesto così fuori luogo rispetto alle sue solite esibizioni.

Non faccio in tempo a finire la birra ed è già tempo di spostarmi dal prosaico e professionale De Oosterport a qualche fumoso locale del centro (chiamato Grote Markt in onore di un antico mercato), per cogliere lo spirito da club, basso e nero, che ne anima in questi giorni. Non potevo mancare l'occasione di vedere gli XX, di confermarne il talento malgrado la troppa gente assiepata nella venue. Ma va bene così, mi rifarò quando a febbraio torneranno in Italia. Stesso discorso per gli italiani Heike Has The Giggles (da scoprire lunedì prossimo nell'esclusiva video del loro ultimo clip).E via uno scorrere di nomi da segnare nella Moleskine e da custodire gelosamente, per evitare che qualcunaltro -la CIA, il mossad o forse qualche altro giornalista avanti - li rivenda come una propria scoperta.


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