RSS
In edicola
 

Notizie


'Silvio Rockstar' visto dall'estero

25 Novembre | Rolling Stone

Rolling_Stone-Berlusconi

Breve rassegnina di link internazionali che riportano la cosa:

l'International Herald Tribune racconta,
mentre Euro News ci fa un bel servizio video.
Ma lasciamo la chiosa alle autorevoli parole di The Asahi Shimbum, uno dei principali quotidiani giapponesi.


25 Novembre SalvatoreRock dice:

"Invece di pensare a quello che dicono i blogger ..Pensate a quello che dicono i vostri lettori!"

state cadendo sempre più in basso... la vostra ironia stile striscia che fa l'1% di satira e per il restante 99% lecca il culo sta diventando nauseante. ormai state alla musica(e informazione) come elisabetta canalis sta alla microbiologia applicata.


25 Novembre Taia_blue dice:

"Una lettrice in meno e spero sono solo una."

Volevo regalarmi l'abbonamento per Natale, ma non lo farò più. Continuiamo pure a ridere di LUI (o con lui?) e non facciamo nulla per levarcelo dalle palle. Oppure volevate solo far "rumore"? Vi premeva troppo riportare il "boom sul web", il "visto dall'estero" e "i blogger che dicono"? Fate pena, come il comico che fa la battuta e ride da solo.


25 Novembre YoshiElros dice:

"Silvio Rockstar dell'Anno? Rolling Stones datti fuoco."

Questa la lettera che ho mandato in redazione. Buona lettura. E qui casca l'asino. Rolling Stones, la celebre rivista italiana che si occupa di Musica (e poteva continuare a seguire questo trend divulgativo, effettivamente), che faccia parte del gruppo "Quadratum Editore" non ne ha mai fatto mistero. Ma che sia di proprietà di Berlusconi, pochi lo sanno. Ecco l'ennesimo triste primato del Nano Puttaniere: autoproclamarsi rockstar dell'anno non l'aveva mai fatto nessuno. Ma andiamo per ordine. Ieri sera ho saputo che l'osannata rivista musicale aveva dedicato al Nano Parrucchinato il titolo di "Rockstar dell'Anno", visto che ogni Dicembre Rolling Stone si prende l'onore e l'onere di elevare nell'olimpo delle celebrità cantanti/gruppi e via dicendo. Devo rivelare che sin dall'inizio ero assolutamente felice: ricordo perfettamente di essermi detto "Oh, che bello, finalmente anche un giornale di musica, letto soprattutto dai giovani, si occupa del Nano Mafioso". Sbagliavo, oh come mi sbagliavo. Oggi vado a comprarlo, buttando come tanti altri stronzi 2,90 euro, e lo leggo tutto d'un fiato. Come avrebbe detto la cara Hannah, qui si banalizza il male di un uomo (un uomo..?), irridendolo, paraculandolo, ironizzando sul suo conto, ma con stile bonario, da paese dei balocchi, come se effettivamente Al Nano rispecchiasse il ritratto dell'italiano medio su cui sghignazzare, compiangere e, soprattutto, giustificare: "La vita di Berlusconi di sicuro non sarebbe dispiaciuta a una discreta maggioranza di italiani". Mi dispiace, egregi pezzi di merda, ma io preferirei tagliarmi le vene con la sega elettrica piuttosto che diventare come lui. Tuttavia, lasciando da parte i miei personalissimi giudizi, è vero che ciò può corrispondere a realtà per molti italiani, purtroppo. Ma essere sicuri di un fatto simile, scriverlo su un giornale nazionalmente conosciuto, è un meccanismo osceno e paradossale, che discolpa il Nano Pidduista, lo rende comunque immenso, un modello da seguire. Ma andiamo avanti. Con titoli come "He is larger than Life", "Cantando la canzone del Capo" , "L'Eterno Pres(id)ente di Everland", "Meno male che Silvia c'è" (pur riferendosi alla giornalista, è uno slogan caro ai sostenitori del Nano Coi Tacchi), una persona normale capirebbe che il dossier è smaccatamente sarcastico e sputtanante. Ma la realtà è ancora più inquietante: non è così scontato scoprire che i titoli non solo siano seri, ma rispecchiano anche le coscienze della maggior parte degli italiani. Firmato da ben cinque "giornalisti" (e non mi soffermerò sul loro profilo esistenziale per allungare ulteriormente il brodo), nel dossier non solo non appare il Berlusconi Mafioso (a malapena viene citata la sua appartenenza alla P2, ma solo nell'editoriale), ma nemmeno il Berlusconi Mitraglietta, che ironizza in conferenza stampa con l'Amico Putin e che fa il gesto di un fucile puntato contro una giornalista russa che stava "infastidendo" il Compagno Russo (Qualcuno si ricorda la Politkovskaja?). E cito proprio quest'esempio perchè credo che sia uno dei più gravi che riguardano il Nano Merdoso, essenziale da inserire in un articolo che dovrebbe diffamarlo. E che invece lo elogia palesemente, con risatine e battutine. Proprio come fa il Nano Cantante con le sue inquietanti barzellette. Solo su di un articolo mi preme fermarmi, esattamente l'ultimo sull'ultimo del dossier, firmato da Silvia Balestra (giornalista dell'Unità, lei lo ribadisce 3 volte in un articoletto..), una donna signorilmente indignata, che mentre scrive dipinge la sua vita da amorevole madrina ("C'erano i miei bambini da far mangiare") e adorata mogliettina ("«Berlusconi ti ha querelata» ha detto a quel punto mio marito"). Pur continuando a elogiare in modo la vita del Nano Escort, tra biondone, brunone e lettoni ("di Putin"..), riesce a scrivere nell'ultima parte dell'articolo "Berlusconi fascista", ma con molta, ma molta fatica, giustificandosi, commuovendosi, quasi in ginocchio. Ommiddio! Apriticielo! Occhescoperta! Ma brava! Clap clap, clap! Grazie che ci hai illuminata, nessuno l'aveva ancora capito. Considerando che non è la prima volta che vengono fatti parallelismi tra Berlusconi e Mussolini, ed è inquietante scoprire che si fa sia a destra che a sinistra, direi, cara Silvia, che ti stai immergendo a piè pari nella banalità, che trasuda ugualmente da ogni parte del dossier. Ehi ciccia, hai fatto il tuo lavoro. Direi che ora il nome ti si addice alla perfezione.. Triste è anche scoprire che i rapporti tra la giustizia e Al Nano vengono appena delineati all'inizio, citando vagamente la prescrizione e non scendendo nuovamente negli scomodi dettagli. Eppure lo spazio c'è, eppure ci sono ben 5 scrittori che continuano a ripetersi l'un l'altro "oh ma quant'è bello Silvio, oh ma che fantastica rockstar galattica, oh ma quanto somiglia a Keith Richards, oh ma guarda come somiglia a Michael Jackson" (viene addirittura fatto un parallelo tra Villa Certosa e Neverland..). Ormai si sprofonda nello schifo più totale quando viene addirittura riesumato il povero Kurt, quando si dice "La capitolazione di Berlusconi avrà lo stesso fragore mediatico del suicidio di Cobain". Ma che bravi, ora volete far dventare berlusconiani anche i grungettoni e gli emo. Fico. Ma non c'è limite. Stupore mia ha colto quando ho visto pubblicata, alla fine del dossier, una foto di Ghedini col Nano. La didascalia cita: "Negli anni '80 Ghedini si fece le ossa come penalista con la difesa del serial killer Marco Furlan". Ma uao, ma cheffigo l'avvocato del nostro Premier! Non poteva succedere altrimenti. Ora che i serial killer sono una sorta di celebrità, tra bestsellers e puntate in prima serata che registrano uno share di oltre il 30%, per dare ulteriore fama mediatica al Nano Liftato non si poteva che citare il suo Avvocato/Onorevole di fiducia Mavalà Ghedini come difensore di serial killer. Complimenti, Rolling Stone. Non solo nascondete le peggiori malefatte dello Psico Nano, ma lo dipingete come un brillante uomo di spettacolo, un uomo che si è fatto da sè, circondato da donnoni, soldoni e villoni, peccando, tra le tante cose, di originalità. Come se non l'avesse mai fatto nessuno. Ecco nuovamente tornare la banalità già citata. Il vostro pubblico, un'innocente massa di ragazzini rincoglioniti, di troiette indie e di omosessuali stilosi (non ho nulla contro di voi, sia ben chiaro, ma rappresentate purtroppo una fetta di lettori particolarmente influente), riconoscerà d'ora in poi Berlusconi come un personaggio di successo. Invece di invitare i ragazzi al No Berlusconi Day, a riscoprire le loro coscienze individuali, lo difendete smaccatamente. Mi fate schifo, Rolling Stone, siete la Vergogna dell'Italia. Per finire, riporto l'inizio del primo articolo del dossier, iin modo che capiate in quale oscena maniera, dalle prime alle ultime battute, viene difeso il Nano Pappone. Vi dice niente il nome Vincenzo Cerami? Lui scrive queste parole e, a meno che sia un omonimo, proprio lui è noto per essere allievo di Pasolini e per aver scritto "Un borghese piccolo piccolo". Che si sia svenduto anche costui? Non è da escludersi. "Un apologhetto ti dice come devi comportarti nel caso in cui trovi sul marciapiede 50 euro: sono pochi, quindi puoi metterteli in tasca e proseguire tranquillamente per la tua strada. Se invece incappi in 1000 euro, devi subito cercare un vigile urbano perchè si sappia che sei una persona onesta, e l'onestà è un valore assoluto e indiscutibile. Ma se la fortuna vuole che sulla tua strada trovi un vero capitale, allora non hai bisogno dell'onestà. È quello che è successo a Silvio" Già, proprio la fortuna. Vallo a raccontare a Craxi, a Mangano, a Dell'Utri e alla P2. Per lo meno ora abbiamo un nuovo appellativo: il Nano Rock.


Nessuna votazione per ora.

 


RollingStoneMagazine.it

HomeArtistiNotizieMagazineCover GalleryDischiCinemaCultura
ArteMusicaFotoVideoLocaliEventiContestsBlogs

RSS Feeds

NotizieTicket ContestsAlbum fotograficiMagazineMusicaRecensioni

In edicola

AbbonamentiArretrati

Account

Accedi | Registrati

Networks


Registrati | Pubblicità online | Privacy | Condizioni Generali | Credits
© 1998-2009 Editrice Quadratum S.p.A. - P.IVA N.04706360155 All rights reserved