My Awesome MixDAYS - Andrea Ditta
Scritto 02 Marzo da MAwesomeMixtape
Venerdi 19 Febbraio/ Cassibile (Siracusa)
Cassibile di inverno è un posto strano.
Ormai la traversata solitaria verso la Factory è diventata irrinunciabile.
Lo scrivevo tempo fa anche sulla bacheca del mio facebook:
Siracusa mi rigenera.
Ci sto un'ora esatta per arrivare partendo da casa mia; giusto il tempo di divorare un cd, e questa volta ne approfitto per ripassarmi i pezzi dei My Awesome Mixtape.
In realtà loro di dischi ne hanno fatti due, ma ringraziando i potenti mezzi dell' informatica sono riuscito a comprimerli in un solo cd. La qualità ne risente, ma cosi facendo non devo staccare le mani dal volante per cambiare disco e i My Awesome Mixtape scivolano via che è un piacere dentro il mio abitacolo.
La neonata autostrada Catania-Siracusa è ormai l'autostrada “indie”, un crocevia di band, djs e fan che fanno su e giù mossi dalla mano invisibile di Paolo Mei e della sua adorabile creatura Rocketta.
Percorrendola mi sento parte anche io di questa microcosmo, e la cosa mi gratifica.
Arrivo, mi accoglie sol la nebbia e nemmeno un cane per le strade.
L'unica forma di civiltà nei pressi della Factory, è un baretto dove la sera dopo le 21 si riuniscono signorine disinvolte, muratori albanesi e cameriere polacche. Faccio fatica a farmi capire pur parlando italiano, provo col siciliano ed è ancora peggio. Alla fine riesco a bere il mio caffè e sono pronto.
Sconfiggo la nebbia e scorgo la Factory, mi sento a casa. Probabilmente sono il primo cliente ad entrare, ma la cosa non mi sconvolge affatto perchè mi capita parecchio e sento già i regaz fare sound-check. La voce di Paolo è inconfondibile, sono loro; allora è vero, sono arrivati in Sicilia, non era uno scherzo.
Ricordo ancora quando li feci ascoltare a Paolo Mei a casa mia Bologna e lui mi chiese “ma chi sono questi?”, ed io lo esortai a fare qualcosa per inserirli nel circuito Rocketta. Dopo il sound-check saluto tutti, e ci fermiamo a parlare.
La prima cosa di cui parliamo con Paolo, dopo avermi chiesto come stavo, è l' effettiva situazione del traffico a Catania; Paolo è ossessionato dal traffico, è Bolognese e non è abituato al caos del sud Italia, ma ben presto si adatterà e capirete perchè.
Con Mancin e Suriani devo ancora prendere confidenza, ma non sarà difficile.
Il live a tre funziona, ero curioso di vedere cosa ne usciva fuori. La batteria da più carica, Paolo è meno movimentato del solito ma a causa anche degli spazi ridotti.
Tutto il post live è dedicato alla programmazione dei giorni catanesi, per i quali mi sono eletto cicerone.
Faccio felice Paolo che ha trovato cosi la spalla ideale per i suoi turbamenti legati ai parcheggi, alle strade piccole e trafficate e al carico/scarico strumenti.
Ci salutiamo alle 2 dandoci appuntamento a Catania, la Factory è ormai vuota, ed io ho ancora un'ora di strada prima di casa.
Lunedi 22 Febbraio/ Catania
Sono a tavola per pranzo con mia madre e mia sorella, come ogni giorno.
Ma squilla il telefono e scatta l'imprevisto: “
bella vez, caro Ditta, possiamo passare da casa tua a lasciare gli strumenti cosi facciamo un giro in centro per la città?”.
Non aspettavo altro. Suona il citofono e come per magia i My Awesome Mixtape sono sotto casa mia, è fatta.
Mentre la mia stanza si riempie di tastiere, campionatori e jack mia madre e mia sorella ci guardano con sguardo curioso.
Mia mamma propone pure una carbonara per tutti, ma vada per la tavola calda e i primi piatti dell' Etoile in P.zza Duomo.
Con la scusa faccio pure la guida turistica prima del live acustico allo Zen Arace.
Ed ecco che le papille gustative dei regaz cominciano ad attivarsi e a godere.
Paolo si butta sugli arancini, Mancin e Suriani sui locali casarecci alla norma con una montagna di ricotta salata.
Non so se perchè erano affamati, dato che erano le 15 passate, o perchè apprezzano davvero, ma le loro facce sono davvero soddisfatte. Due giorni più in là e scoprirò che apprezzano davvero.
Scopro anche una vena artistico/architettonica nei My Awesome Mixtape, quando li sento elogiare il barocco del centro storico di Catania; passeggiando infatti le battute sono sempre quelle: “storico, storico”, “è fatta”, “bomba”, “che stile” e grazie ad una mia lezioncina di siciliano insegno loro ad usare anche il classico “
minchia mbare” (che poi scopriamo avere lo stesso significato del bolognese “
bella vez”).
Ad un certo punto l'imprevisto che mi fa ricredere sull' ossessione di Paolo: telefona il caro Lorenzo degli Albanopower che avrebbe dovuto suonare con loro allo Zen Arcade chiedendo un passaggio in macchina.
Il problema era che eravamo già in cinque e con una sola macchina.
O andavamo in sei verso casa mia per riprendere gli strumenti o sembrava impossibile qualsiasi altra soluzione.
Tra me e me pensavo che Paolo non se lo sarebbe mai accollato, ed invece mi stupisce: carichiamo il buon Lorenzo in macchina e partiamo.
Paolo è teso, lo vedo, guida nervoso, si agita, e
ad un certo punto il panico: ad un incrocio molto trafficato dobbiamo rallentare, suona il suo cellulare e si accostano pure due vigili urbani uno a destra e uno a sinistra.
Paolo ci resta, penso.
Ed invece sfodera una guida da perfetto catanese e, cellulare in mano, sei passeggeri in macchina, si divincola dall' incrocio lasciandosi alle spalle gli inermi vigili. E' fatta.
Strumenti di nuovo in macchina e via verso lo Zen Arcade, io li avrei raggiunti a breve.
I My Awesome Mixtape in acustico non li avevo mai visti e nemmeno me li immaginavo, ma devo dire che il risultato è buono. Dopo il live i regaz volevano raggiungere il centro storico per fare un sopralluogo alla Chiave dove avrebbero suonato due giorni dopo e per incontrare i loro amici bolognesi dei Crazy World Of Mister Rubik, in concerto proprio quella sera alla Chiave.
Raggiungiamo P.zza Teatro Massimo, adiacente alla Chiave, ed in un attimo quella piazza si trasforma in una piccola colonia bolognese a Catania.
Li vedo tranquilli tra amici, la loro macchina è ben custodita al parcheggio, per un attimo mi sembra di essere persino nel cortile dell'ingresso del Locomotiv vista la nutrita rappresentanza bolognese ed allora decido di salutarli. Mi tentano proponendomi di seguirli a Palermo, a malincuore declinerò l'invito, ma 24 ore dopo scoprirò di aver fatto bene.
Mercoledi 24 febbraio/ Catania
Oggi è il giorno dei giorni. Il live che aspettavo.
E' tutto pronto da tempo, lo spam è stato pure esagerato, gli amici ben istruiti e ci è uscita pure in intervista in diretta su Radio Zammu alle 18.
Suggerisco ai ragazzi di arrivare per le 17 cosi da fare tutto con calma.
Ancora alle 17.30 nessuna traccia dei regaz, e vista la mia metodicità la mia ansia sale. Arrivano alle 17.50 e solo grazie ad un miracolo riusciamo ad essere alle 18.03 nei locali di Radio Zammu, dove il buon Roberto ci aspettava. Mi sento un po' manager con l'artista al seguito. Gli step successivi sono il suond-check e la cena.
Scopro che la vita di una band in tour è un bel po' movimentata: io sono già stanco senza aver fatto nulla e loro ste robe le ripetono ogni giorno per tutta la durata della tournée.
La cena è il momento che tutti aspettavamo, sia io che i regaz.
Mi avevano chiesto di potersi rifocillare in un posto davvero tipico, li ho accontentati. C'è una via a Catania piena di barbecue sui marciapiedi, con ominidi dalle peggiori sembianze che cucinano sui bordi della strada cavalli macellati. Fumi ed odori in ogni dove. I regaz sono felicissimi.
Con noi al seguito una rappresentanza del Barbara Disco Lab, ai più noti come Marco e Fabio, e poi il buon Lorenzo Albanopower, da lì a breve ospite a sorpresa del concerto.
n sette ci divoriamo l'inferno e paradossalmente Paolo, il più piccolo tra tutti, ha la capienza e la resistenza maggiore.
A dire il vero proprio per questo eravamo tutti un po' preoccupati, dato che la voce del gruppo era strapiena di cavallo, ma confidiamo nella potenza delle fibre rosse di questa carne speciale. A Mancin invece, a cui spetterà il compito di agitare le percussioni, il tutto può solo far bene. Tra filetto, polpette, involtini, carne di maiale avvolta sulla cipolla, e le battute dei ragazzi del Barbara la cena è una festa. Resta il dubbio e il timore se la minima quantità di alcool contenuta nel sorbetto al limone finale avesse potuto turbare il buon Paolo, ma invece questa miscela magica alla lunga lo rigenererà.
Via Landolina e La Chiave cominciano a riempirsi, e nonostante un acquazzone pomeridiano la serata è splendida.
Catania risponde meglio del solito, ma come sempre si può fare di più. Per queste band poi. Il live è pulito, senza intoppi, intimo, e la gente si diverte.
Le pareti nere della Chiave e le sue luci anni '80 fanno la loro egregia parte e alla fine siamo tutti contenti.
Carichiamo la macchina, brindiamo con gli shot della buonanotte insieme a Paolo Mei e Suriani promette di tornare in vacanza quest' estate proprio a casa sua firmando in bianco per il trattamento “all inclusive” alla Paolo Mei (che comprende il mare di Siracusa, la villetta, il pesce di Ortigia, le serate alla Factory e tanto altro che non vi sto qui a dire).
Li accompagno stanchissimo a dormire con la promessa di una granita come colazione per l'indomani. I My Awesome Mixtape sono attentissimi ai risvolti culinari delle città che visitano.
Prima o poi finiranno per scrivere un libro simile a quello di Alex Kapranos e le sue avventure mangerecce in giro con i Franz Ferdinand. Ne sono sicuro
Giovedi 25 febbraio/ Catania
L'Ostello del plebiscito è davvero un' oasi in una zona disgraziata di questa città, ed è lì che vado a recuperare i regaz.
Trovo Suriani e Mancin tra succhi di frutta e cereali mentre Paolo si aggirava tra le insidie di via Plebiscito in cerca di una banca.
La troveremo poco dopo, e nel frattempo rischiamo pure di finire immischiati nel bel mezzo di una non si capisce se rapina, sequestro di persona o cos'altro, comunque in una di quelle situazioni in cui gente chiede aiuto da un negozio e cominciano ad arrivare guardie giurate, poliziotti in borghese e pistole varie. Tutto pare finirà a tarallucci e vino, ma Mancin per non sbagliare non scende dalla macchina. L'atmosfera è da thriller, ma arriva l'ignaro Paolo ed andiamo via. Ne usciamo indenni.
Destinazione granita: una delle tappe fondamentali che i My Awesome volevano garantirsi per arricchire il loro tour gastronomico catanese. Alla vista di queste meraviglie al caffè, alla mandorla, al cioccolato e al limone le loro facce si sciolgono. Siamo a maniche corte a febbraio e già questo per loro è assurdo e poi provare l'ebbrezza della granita li manda in orbita.
Tiriamo i resoconti del tour in Sicilia e la conclusione è che bisogna fare qualcosa per tornare in estate, per permettere a Suriani di fare vacanza a casa di Paolo Mei e per consentire a Paolo di sfoderare le sue infradito sul palco; ahimè Mancin ha già decretato che non farà il bagno a mare, ma io ci credo poco. Proprio a proposito di mare cerco di far ricredere subito il baffo veneto proponendo un giro ad Acitrezza.
E fù cosi che si creò una situazione da quadretto: troviamo una panca sul lungomare difronte i faraglioni e cominciamo ad apprezzare (Suriani) ed insultare (Mancin) una flotta di gabbiani inferociti.
C'è chi azzarda persino una tintarella a torso nudo mentre Paolo mi spiega i suoi progetti per dei blog di prossima uscita. Si fa l'ora di andare. Li riporto al parcheggio. I saluti, i ringraziamenti e le pacche sulle spalle si sprecano.
Qui a Catania riassumiamo tutti questi convenevoli con un detto: “mezza parola”. Consci che si tratta solo di un arrivederci.
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