Napoli: un'introduzione
Scritto 24 Febbraio da MAwesomeMixtape
Innanzi tutto mi scuso con tutti i lettori se gli aggiornamenti al blog non saranno pedissequamente postati e dispiace se di qui all' prossimo intervento intercorreranno un po' di giorni...purtroppo nessuno di noi è munito di portatile e molto spesso la linea internet non è così facilmente reperibile, dunque dovrete sorbirvi post interminabili di sproloqui indecifrabili.
Adesso ad esempio vi scrivo da Cosenza vecchia, con un computer molto lontano dall'essere uno dei vostri comodi Mac limpidamente e cangiantemente bianco, qui, infatti, nell'ostello dove il buon Nirta ieri ci ha scortato c'è ancora un vecchio Philips di Tower munito, con una tastiera un po' malandata...credo che comunque andrà bene per il nostro primo resoconto...e se non va bene questo ho e questo deve andarmi bene!
Cerchiamo di fare ordine...
il mio intento non sarà quello di scrivere lunghissimi papiri di lusinghe a luoghi e città, promoter e locali, nè tantomeno quello di farvi una telecronaca dettagliata minuto per minuto di quello che ci è capitato in questi primi tre giorni di tour.
Sappiate che sarà diverso dal nostro solito post o quantomeno la mia disposizione è impostata a far sì che sia diverso...
del tutto lungi dall'essere la ormai collaudata Fotina+Raccontino (anche perchè di foto a meno che non ce le facciate pervenire ai nostri recapiti mailistici sarà molto dura postarle...i cellulari non fanno ancora il loro sporco lavoro a riguardo).
Napoli non me la ricordavo così, sarà che a sto giro non siamo proprio passati per la tangenziale, ma dalla mitica uscita portuale che è attaccata al centro e ci ha fatto superare indenni il primo ostacolo...
sì di quella tangenziale ho un pessimo ricordo: a) costa sull'euro, un euro e sessanta circa (e per un bolognese medio il fatto che la tangenziale sia soggetta a prezzistiche è del tutto impensabile sia che ci si trovi a Napoli che a Torino o Milano); b) quella tangenziale, ricordo candidamente, mi mise un sacco timore, credo che sia sempre legato al fatto che a Bologna la caoticità dei grandi agglomerati urbani non sia minimamente avvertita e vedersi microscopicamente incasellato in mezzo a migliaia di autovetture tutte in fila non ordinata ma scomposta da chi tenta di superare una volta a destra e una volta a sinistra con clacson facile, per un Bolognese sia proprio un altro mondo.
Il Bolognese alla guida è un guidatore al di sotto della media...lento nei movimenti e ancora più lento nelle riprese repentine.
Per lui Napoli risulta sicuramente un inferno, infatti la prima volta in macchina a Napoli per me è stata assolutamente traumatizzante chissà se lo è stato anche per Suri a sto giro?!
Diciamo che infrazioni più o meno pesanti le si è commesse: parcheggi in doppia fila, rossi stracciati come se nulla fosse, rotonde come se non esistessero, strade prese completamente in contromano...alla fine non ci interessava più di tanto, ci siamo goffamente mimetizzati con la comune fauna dell'impavido automobilista napoletano.
Una gioia grande è stata la Pizza mangiata quella sera...sempre tornando ai luoghi comuni se c'è una cosa che noi bolognesi proprio non sappiamo fare è la pizza, infatti se il nostro virgulto cittadino è Altero siamo proprio fuori strada.
L'impasto è totalmente differente, sarà l'acqua, sarà la quantità micidiale di lievito che c'è dentro ma la pizza napoletana non ha prezzo per due semplicissimi motivi: il primo è sicuramente la bontà e dell'impasto e del companatico (pomodoro, mozzarella, salsicce, friarielli, sono proprio ad un altro livello rispetto alle nostre mediocri pizze) in secondo luogo proprio il prezzo, MASSIMO 4 EURO per una pizza farcita!? Ciao belli proprio.
Uscivamo da Napoli con questo ricordo, entravamo in Calabria e subito venivamo assaliti da spasmi inconsulti allo stomaco...anche le specialità calabresi non sono da meno, infatti veniamo subito accolti dall'immancabile aroma piccante presente in tantissime preparazioni calabre.
Sinceramente sono rimasto abbastanza basito dall'utilizzo che ne fanno, è veramente ovunque: insaccati, salumi, formaggi, pasta, pizza, battuti, soffritti...insomma davvero ovunque.
La cosa molto strana è che fino ad ora le mie papille gustative non lo hanno ancora avvertito in maniera pesante, insomma non sono ancora saltato dalla sedia, agonizzante e rantolante a terra morto dalla troppa piccantezza...
era sempre un retrogusto, sempre presente ma non fortemente avvertibile, aleggiava lì tra la lingua e il palato.
Eppure quelle soppressate, quei salami e quelle pancette erano rossissime, quasi a presagire l'inferno in bocca, invece no.
Chissà se quando, al ritorno, ci fermeremo a Reggio Calabria sarò smentito, questo credo lo scoprirete solo fra qualche giorno...
Oggi ci aspetta la traversata verso la Sicilia, e già ho chiesto al buon Andrea (catanese ex stagista di Gandalf di Unhip) di farci da cicerone delle mille leccornie sicule...non vedo l'ora!
Maolo
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