It's a Flaming Lips party!
Scritto 14 Novembre da chiarameattelli
Un suicidio discografico l’ultimo dei Flaming Lips,
Embryonic: sarà per questo che non smetto d’ascoltarlo. Pink Lips o Flaming Floyd? Scegliete voi, ma sembrerebbe che i 4 dell’Oklahoma ultimamente si siano fatti qualche spremutina all’acido lisergico di troppo. L’altra sera al Troxy di East London hanno fatto un altro dei loro strepitosi concerti e non potevo mancare.
Una moltitudine di palloni colorati, continue piogge di coriandoli, fumo in quantità, fans ballanti vestiti da orsetti ai lati del palco e l’immancabile sfera gonfiabile dentro cui Wayne Coyne va a farsi la solita scorrazzata sopra le teste del pubblico adorante. In poche parole, la gioia e l’incubo di ogni fotografo: palloncini e fumo si sono infilati nella maggior parte delle immagini, coprendone una buona metà. Ma ci siamo divertiti un casino, è stato un vero party, anche se sarò sincera: è stato un film già visto. Solo uno di quei film che quando ti ci imbatti alla tv non riesci a cambiare canale e finisci per vederlo almeno 100 volte. Addirittura ho notato che i discorsi introduttivi di alcune canzoni erano gli stessi di quelli fatti al tour di 3 anni fa, quando li vidi all’Hammersmith Apollo. A Coyne piace fare piccoli comizi, ma nessun
bonismo (termine con cui intendo le stronzate di Bono Vox), solo discorsi sull’amicizia, peace & love, e su quanto ami il pubblico di Londra. E’ stato proprio il Regno Unito a venerarli prima e più di chiunque altro. Con ogni probabilità, nella loro America, avrebbero potuto suonare altri 50 anni senza essere minimamente filati.
Troppo poche le canzoni tratte dal nuovo album, ma buone, anzi, splendide:
Convinced of the Hex,
See the Leeves,
Evil. Questo il resto della scaletta:
Race for the Prize, S
ilver Trembling Hands,
The Yeah Yeah Yeah Song,
Fight Test, Morning of the Magicians,
Yoshimi,
Pompei (omaggio dichiarato ai Pink Floyd, appunto), the
W. A. N. D.,
She Don’t Use Jelly e
Do You Realize?
Se non fosse che Wayne Coyne sveglia la teenager gerontofila che è in me, farei pure qualche commentino bastardo… che farò lo stesso. La mia teoria è che tutti quei coriandoli, palloncini, giraffe, giocolieri e donne incinte urlanti sul palco, servano soprattutto a distrarre il pubblico dal fatto che il buon vecchio - e fichissimo - Coyne non abbia, in realtà, un filo di voce. In studio se la può cavare, come tutti con un
mixing desk e un ingegnere del suono a disposizione, ma live è quantomeno drammatico, nonostante la moltitudine d’effetti e riverberi nel microfono. Detto ciò, i Flaming Lips rimangono una delle band più divertenti della terra da vedere dal vivo e i pezzi sono fantastici da casa come dal palco (fatta eccezione per la voce, il resto è reso in modo fedele). Un’ultima curiosità:
i Flaming Floyd hanno annunciato che presto pubblicheranno la loro versione di The Dark Side of the Moon. Sarà un’altra follia, poiché è folle solo pensare di reinterpretare un capolavoro del genere… Fingers crossed Wayne.
PS: TVTTTTTTTTB
L'immagine che aveva davanti era una donna con le gambe divaricate, aka "Worship of the Mighty Potato"
Notare il telefonino sulla chitarra, ecco da dove vengono le interferenze su
Embryonic!
The aftermath...
Tutte le immagini sono copyright ©chiarameattelli2009
Nessun commento per ora.