Mark Knopfler... per pochi intimi
Scritto 03 Ottobre da chiarameattelli
Ecco che ritorna l’icona uncool per eccellenza. Il bandana, grazie al cielo, non lo indossa più da un pezzo mentre il nuovo album, “Get Lucky”, sta scalando le classifiche sia qui in UK che in Italia. Sarà perché i suoi fan appartengono alla generazione compra-cd-anti-downloading? Quella che non è in grado nemmeno di accendere il computer senza prima telefonare alla NASA? Forse. Eppure stasera, nell’intimo teatro della Bush Hall di Londra, sono presenti volti di tutte le età, persino under 21 in trepidazione per il
guitar hero dei Dire Straits. Siamo 300 in tutto: 100 fan estratti casualmente con un concorso in rete (ciascuno con un plus 1) e 100 giornalisti. Un vero e proprio evento considerando che “il Knopflerone” è in grado di riempire una venue come la Royal Albert Hall per ben sei date di fila (dal 30 maggio al 4 giungo 2009).
A lui gli si può dire di tutto - soprattutto di non mettere quelle t-shirt striminsite, strizza-mammelle e capezzoli - ma non che la qualità della sua musica sia scaduta negli anni. Invece di riproporre eternamente le vecche hits, Knopfler ha continuato a sfornare una moltitudine di altri album. Il risultato è un delicato frullato al sapor di suoni celtici, folk-rock, arpeggi sublimi e assoli perfetti. Ripetitivo? Sicuro, e in “Get Lucky” sono solo tre pezzi a spiccare sopra agli altri ma il resto è suonato così divinamente che è impossibile non apprezzare.
Stasera in scaletta ci sono giusto un paio di brani dal nuovo cd: il titletrack e "Monteleone". Per chi voleva i successi dei Dire Straits si è dovuto accontentare della sola “Brothers in Arms": “Già, ho suonato solo quella, bho, non so perché, dipende da come mi gira al momento” mi ha spiegato con lo sguardo stralunato il giorno dopo, quando l’ho incontrato per una chiacchierata a Chelsea, dove vive. Si è dunque dedicato al repertorio solista, aprendo con “Why Aye Man”, passando per Sailing Philadelphia” e continuando con “Song for Sonny Liston”, “True Love Will Never Fade”, “Why Worry”, “Marbletown”, “If this is Goodbye” e “Local Hero”. Il tutto suonato rigorosamente da Dio. La magliettina stretta, invece, non mi è ancora andata giù ma per il vostro bene – e per il suo visto che mi sta simpatico - risparmio lo spettacolo nella galleria fotografica.
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