RSS
In edicola
 
Home | Blog | Commenti | Contatta

Quei luridi 3 di Warren Ellis

Scritto 11 Dicembre da chiarameattelli
Sarà per via di quella barba folta, dove vivono popolazioni nomandi di note incolte. O forse è il modo isterico in cui scalcia i chilometrici piedi, mentre sale e scende con l’archetto sul violino. O ancora, quei momenti di struggente bellezza che infila tra un arpeggio di chitarra e l’altro, prima di affondare con galoppate quasi psichedeliche. E quel groviglio di percussioni e rumori, dove i cembali cadono a casaccio da una parte all’altra della batteria, quasi non volessero essere colpiti contro i timpani. Il punto è che i Dirty Three, dal vivo, sono una delle band più potenti che abbia mai visto in vita mia. Sono esplosione di rock selvaggio e poetico, sono Stravinsky e Black Sabbath, amore sussurrato e sesso graffiato, anima ingenua e budella spappolate.

Warren Ellis sembra l’alter ego di Nick Cave: hanno lo stessa portatura ed eleganza sudicia. Ormai collaborano insieme da 15 anni tra Bad Seeds, Grinderman, colonne sonore (On the Road, The Assasination of Jesse James, The Proposition) e quant’altro. Mi è piaciuta pure la musica che hanno scritto per l’audio book del nuovissimo romanzo di Cave, The Death of Bunny Munroe. In sintonia con la storia di Bunny: un porco schifoso che pensa solo a scopare ma poi trova la redenzione grazie all’amore del figlio. Anche Ellis ha trovato la redenzione dall’alcolismo e la sfattanza grazie alla propria famiglia. E mi piace quando tra una canzone e l’altra, sul palco, racconta cenni autobiografici da codificare. O quando descrive, con quel cinico umorismo, le sensazioni o la situazione che gli ha ispirato una determinata canzone.

L’altra sera alla Queen Elizabeth Hall, i Dirty ThreeWarren Ellis al violino, Jim White alla batteria e Mike Turner alla chitarra - non hanno suonato nulla di nuovo. Non c’era la pressione di promuovere un album e forse per questo hanno fatto un concerto da brivido. Everything. Is. Fucked, è il titolo del pezzo che nella logica contorta e distorta di Ellis avrebbe dovuto dare al gruppo la popolarità “da supermercato”. Insomma, un vero pazzo. Ma per noi che c’eravamo, quell’esplosione orgiastica di note non ce la dimenticheremo così facilmente.

ecfea851eed9c22bcf629386bee30245

647c82e975ae02bab44d72ded36b1edb

0cedb1901538091e25849c9b7fce16e6

d6823e64fbad670c3cb7a2253426e6bb

d672d8668f8f37ed5e97bc22884e1334


In scaletta anche Sue’s Last Ride, Authentic Celestial Music, Some Summers They Drop Like Flies, Hope, e Kim’s Dirt.
c75d459a8e24742027716cd3adf88943

c481852b89b2c06f5acb35690abe1f63

a98e63636c8f8e78bd6a69e7d9d4f5b3

Tutte le Immagini sono ©ChiaraMeattelli_2009

Nessun commento per ora.

Nessuna votazione per ora.

chiarameattelli

Livello: membro

 


RollingStoneMagazine.it

HomeArtistiNotizieMagazineCover GalleryDischiCinemaCultura
ArteMusicaFotoVideoLocaliEventiContestsBlogs

RSS Feeds

NotizieTicket ContestsAlbum fotograficiMagazineMusicaRecensioni

In edicola

AbbonamentiArretrati

Account

Accedi | Registrati

Networks


Registrati | Pubblicità online | Privacy | Condizioni Generali | Credits
© 1998-2009 Editrice Quadratum S.p.A. - P.IVA N.04706360155 All rights reserved