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The Who: "In the Beginning" - Mostra fotografica

Scritto 10 Ottobre da chiarameattelli
Ci sono tre cose che inglesi onorano e venerano sopra ogni cosa:
1 La cup of tea prima ancora di aprire gli occhi la mattina
2 mettersi in fila
3 The Who

Corrono i tempi della swinging London - espressione abusata che stavolta ci sta a fagiuolo - i mods si prendono a mazzate con i rockers, c’è aria di tumulto sociale e di decadente edonismo. Poi arriva un ragazzo, Pete Townshend, dallo sguardo inquietante ma pacato, che sul palco impazzisce e spacca in diretta televisiva una Rickenbacker. Da allora, niente sarebbe più stato lo stesso. La nuova generazione impazzisce, gli adulti non capiscono. Situazione descritta alla perfezione nella scena del cult movie “Quadrophenia” quando il padre di Jimmy (il protagonista), chiede al figlio: “What’s this rubbish then?” Quella “spazzatura” sono gli Who che cantano “Anyway, Anyhow, Anywhere” alla trasmissione "Ready Steady Go!" (rigorosamente pronunciato "gaao" in slang cockney), uno dei primi programmi rock della TV britannica.

Le 56 foto di Colin Jones, esposte alla galleria Proud Central di Londra, risalgono tutte a quel periodo, 1966-68, quando gli Who erano appena ventenni. Gran parte delle immagini li ritraggono nei momenti più intimi: Roger Daltrey che risponde al telefono mentre si fa la barba, con un rasoio in mano e lo sguardo da bambacione perso nel vuoto, oppure mentre sta sotto le lenzuola semignudo a ripassare la partitura di "My Generation". Ci sono anche scatti dei concerti dal vivo ma i migliori sono quelli con la band del tutto assorta nei propri affari, dentro casa. Assurde e splendide le foto con John Entwistle, tranquillo e beato in salotto, mentre suona il basso con a fianco la madre che lavora alla maglia: da sole valgono l’intera esibizione. Niente male anche quelle con Keith Moon e Pete Townshend che fanno shopping al negozio "Just Men" di King’s Road, oggi scomparso, ma un tempo tempio della moda mods (bella sta frase, sembra il verso di una canzone). Gli occhi matti di Keith Moon, invece, non si smentiscono mai, nemmeno quando è in studio a riascoltare le prove in fase di registrazione.

La mostra è gratuita e aperta fino al 15 novembre. Ecco un assaggino, courtesy della Proud gallery.
Photo©Colin Jones / TopFoto / www.proud.co.uk
© Colin Jones / TopFoto



Photo©Colin Jones / TopFoto / www.proud.co.uk
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chiarameattelli

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