21 febbraio 2012

Bruce Springsteen, Foto (cc) Barak Obama
Non brucia come farebbe se fosse un voltafaccia completo e totale, ma anche a un non analista non sfuggirà che il parziale abbandono del supporto a Barack Obama da parte di un personaggio come Bruce Springsteen è un bilancio della sua presidenza migliore (e più pesante) di qualunque analisi politica argomentata da esperti del settore.
Springsteen, che pure non ha rinnegato le sue preferenze per il presidente in carica, si è sganciato dall'attivismo in prima linea, confermando in margine alla presentazione di Wrecking Ball in quel di Parigi che questa campagna elettorale se la godrà da bordo campo. In qualche modo è un ciclo che si interrompe: è dal 2004 che il rocker sessantaduenne non perdeva occasione per supportare con raccolte di fondi e concerti benefici i candidati democratici alla Casa Bianca: prima John Kerry, poi proprio Obama.
Cos'è successo? Ha un bel dire, Springsteen, che si tratti di un caso: "Mah, il mio iniziale coinvolgimento fu una specie di incidente, perché l'era Bush era stata così orrenda che davvero non si poteva stare con le mani in mano", ha specificato. Salvo poi lanciarsi in un'analisi molto dettagliata dei motivi per i quali Obama abbia perso consensi, a cominciare dai suoi: "Mi sarebbe piaciuto vedere più movimento nella creazione di posti di lavoro, e prima rispetto a quando hanno iniziato a occuparsene. Mi sarebbe piaciuto vedere persone in difficoltà aiutate di più, i pignoramenti delle loro case bloccati in qualche modo". E giù, un altro affondo: Obama per Springsteen è stato "più vicino alle aziende di quanto pensassi, e nell'ambito della sua amministrazione non si sentono così tante voci provenire dall'ambiente dei lavoratori o della 'piccola borghesia'".
E concessioni? Il Boss ne fa parecchie, in realtà, perché riconosce che Obama "Ha tenuto la General Motors in vita, cosa fondamentale per Detroit e tutto il Michigan, e ha fatto approvare la legge sull'assistenza sanitaria, anche se avrei voluto un'opzione per la sanità pubblica senza lasciare i cittadini vittime della assicurazioni mediche. Ha ucciso Osama bin Laden, cosa estremamente importante. Ha portato un po' di sanità mentale al vertice del governo".
Come dicevamo: un'analisi attenta e circostanziata. E davvero faremo fatica a leggerne altre e altrettanto precise e bilanciate. Per questo uno come Springsteen Obama dovrebbe tenerlo vicino. Magari come consulente.


