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Dal rock on the stage

La Grecia tra austerity e guerriglia

Il Parlamento approva le misure volute dall'Europa. Ma in piazza scoppia la rivolta

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13 febbraio 2012

Gli scontri di piazza Syntagma

"Sappiamo che le nuove misure colpiranno i greci nel breve termine. Lo sappiamo. Ma i costi sociali non si possono paragonare con il disastro che genererebbe una loro bocciatura. Siamo giunti al Punto Zero. Queste misure ci evitano il fallimento incontrollato, che porterebbe il paese alla catastrofe, al caos economico, all'esplosione sociale"

Il premier greco Loukas Papademos si è rivolto con queste parole alla popolazione che assiste in questi giorni e in queste ore a uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Ieri sera, in piazza Syntagma ad Atene c'è stata una vera e propria guerriglia urbana tra i manifestanti più agguerriti e la polizia. Solo per miracolo non c'è scappato il morto.

La rivolta nasceva dalla scelta, votata a maggioranza in Parlamento, di varare il tanto discusso piano di austerity. L'Europa, alla notizia dell'approvazione, ha risposto con l'ottimismo delle Borse, che stanno dando buoni risultati. Anche se il ministro dell'Economia tedesco Philipp Roesler già smorza gli entusiasmi: "il voto del Parlamento greco è solo un passo avanti nella giusta direzione". Insomma, la strada è ancora lunga.

Viene solo da chiedersi una cosa: la politica in Grecia è ancora affare dei cittadini (vedi allo voce "democrazia") oppure sono le Borse Europee a decidere le riforme da attuare?


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