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Dal rock on the stage

Vaticano vs Fatto (inteso come quotidiano). È guerra aperta!

E intanto l'informazione nazionale sta 'coperta'. Record del Tg1: 3 secondi per una notizia senza...notizia!

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12 febbraio 2012

Il cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, Foto (cc) Catholic Church, England and Wales

Dopo lo scoop de Il Fatto Quotidiano sull'ormai famoso documento che annuncia la morte di Benedetto XVI entro l'anno, in Vaticano s'è scatenata la ricerca della "gola profonda" che ha parlato con il cronista e divulgato lo scottante documento. Se ne sta occupando, sempre secondo il quotidiano di Padellaro e Travaglio in edicola oggi, direttamente Domenico Giani, ex funzioanrio dei servizi segreti italiani e ora capo della Gendarmeria, con un cardinale, Tarciso Bertone, Segretario di Stato, letteralmente inferocito per il diffondersi "inopportuno" della notizia. In chiesa, si sa, è meglio che tutto rimanga sotto i pesanti e secolari tappeti... La talpa (si troverà... si troverà...) va scovata e promossa, cioè allontanata dal centro di potere ecclesiale, con un incarico in qualche sperduta missione nel mondo...

Comunque, oltre al giallo degno di un romanzone alla Angeli e Demoni di Dan Brown, salta all'occhio un'altra bella storia, ovvero come i media nazionali stiano trattando (???) la notizia messa in evidenza dal Fatto venerdì scorso. Ne hanno parlato i canali di news, Rainews, Skytg24, Tgcom24, mentre i classiconi, Tg1, Tg5 e via elencando, troppo nazionalpopolari, non osano sfidare la potenza vaticana: il Tg1 in appena 3 secondi (record!) legge una ecclesiale smentita senza premurarsi di spiegare agli attoniti ascoltatori quale era la notizia a cui si riferiva la smentita... (pesano forse le milionarie programmazioni pubblicitarie della Cei, per esempio, sull'8 per mille, 12 milioni di euro solo lo scorso anno?).

I quotidiani nazionali, hanno bellamente evitato di parlarne come si deve, vuoi per una sorta di "pudicizia informativa" quando si tratta di affrontare affari d'oltre Tevere, vuoi perché gli scoop, anche se ormai son cose d'altro giornalismo, bruciano e fanno male.

All'estero... già, all'estero, fisicamente (e culturalmente) lontanti dal Vaticano e dai suoi veleni, i giornali continuano a occuparsi della vicenda con grande attenzione: Times, Guardian, Indipendent, Washington Post, Le Monde, El Mundo, Der Spiegel (quello tanto caro al Sallusti nostro), per citarne solo alcuni, ne scrivono, magari romanzando, ma ricordando le altre morti sospette avvenute a San Pietro (papa Luciani in primis) o le scabrose vicende Ior-Marcinkus-Calvi.

Che dire: ne vedremo (e leggeremo) delle belle, trame perfette per un libro o un film d'azione...


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