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Monaci del Surf

Monaci del Surf
(INRI/Audioglobe)

29 maggio 2012

Di Chiara Papaccio

Se non avete presente Rut Mysterio, è quella internet celebrity de noantri che esegue canzoni famose riarrangiate a colpi di rutti E travestito da Rey Mysterio (ed ecco spiegato il nome). I Monaci del Surf praticamente hanno in comune con lui costume da luchador e idea di riarrangiare pezzi famosi, ma invece che usare emissioni di aria sfruttano la loro passione per il surf rock. E se pensate di non poterne più di gente mascherata che suona la chitarra elettrica, fate un fioretto e ascoltate le dodici tracce del loro debutto: è poco più di mezz'ora, passa in un attimo e in compenso è non solo piacevolissima ma ha un che di... epico. Merito senz'altro dell'arrangiamento, della scelta dei pezzi (Lo chiamavano Trinità, la Marcia Imperiale di Guerre Stellari, la trasformata/demolita Get The Party Started di Pink), ma anche della bella produzione dei tre Monaci, che insieme con Mattia Martino mostrano di essere eccellenti musicisti. Con in più una dotazione di senso dell'umorismo che fa difetto a tanti altri colleghi. In un disco con ospiti Nikki di Radio Deejay, Paolo Parpaglione dei Bluebeaters, Davide Cuccu (Soulful Orchestra) e Steve Colosimo degli Africa Unite c'è spazio anche per la strizzatina d'occhio, più che esplicita, a Quentin Tarantino (Down in Mexico era nella colonna sonora di Grindhouse: e chissà che Sua Maestà non apprezzi questi tre artisti (in tutti i sensi).

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