Solo Piano II

Gonzales
(Wagram)

5 settembre 2012

Di Chiara Papaccio

È la prima volta che Chilly Gonzales si ripete in modo così... Manifesto, per tirare in ballo il titolo di uno dei suoi pezzi (al piano, appunto) più famosi. Ci aveva abituato a salti di corsia creativa radicali questo Paganini alternativo, che da sempre saltella tra ruoli come produttore per Peaches, coautore per Feist e poi è remixatore, deejay, rapper e pure regista. Invece quest'anno torna a esplorare gli 88 tasti come fu per Solo Piano, il suo successo trasversale del 2004. L’effetto sorpresa forse non c’è più, ma non per questo viene a mancare l’incanto (Venetian Blinds, White Keys) e, anzi, la sensazione è che in qualche modo Gonzo abbia deciso di chiudere un cerchio lasciato aperto, quasi a voler mettere i puntini sulle i, perché certo il palcoscenico ora è assai più affollato da “compositori classici indie”, a cominciare da Dustin O' Halloran, Nils Frahm o Hauschka, ma solo The Unstoppable Chilly Gonzales rimane quello più geniale, sregolato e irresistibile (Othello).

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