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Timbaland
'Shock Value II'

23 Febbraio | Rolling Stone

Timbaland

Timbaland
Shock Value II
Blackground/Mosley Music

Timbaland-shock-value

Se è vero che esiste gente che non ha preso la patente per paura di investire qualcuno, allora è pure vero che Timbaland, hitmaker patentato, si è spiaccicato contro un disco imperfetto. Shock Value II segue la sua prima parte del 2007: con la differenza che due anni fa raggiunse l'acme evolutivo della sua carriera e con questo, invece, si appoggia comodamente su quanto già costruito.
Il fatto è che in questi due anni Kanye West ha talmente sconvolto le cose che un disco come questo rischia di passare inosservato. E i due sono entrambi in corsa verso l'elezione del primo "nero" che diventa come gli U2: è per questo, forse, che Timbaland ha parcheggiato la sua creatività a casa di Scott Storch, lasciando che le hit generazionali (tipo One Minute Man con Missy Elliot, o Try Again con Aaliyah) rimanessero nella Golden Age del decennio scorso. Tutto fa arte ovviamente, per cui se la musica "bianca" è considerata ciclica (statica e ripetitiva) e la musica "nera" invece sarebbe progressiva (crescente e fresh), allora il grafico delle influenze musica-razza si sta autodistruggendo (come poteva Michael Jackson esserci arrivato 30 anni prima di tutti?!?).
Sì, è vero: Timbaland è il miglior produttore del nuovo Millennio. Ma è vero anche che questo secondo shock non stupisce nessuno. Le ospitate di Justin Timberlake, Kate Perry o Nelly Furtado svelano spudoratamente l'immagine di un disco fatto più per le radio che per la gente e i propri iPod. Premesso che la qualità delle produzioni è esemplare (non a caso nel videogame Beaterator Timbaland è autore di tutti i loop), il capolavoro dance che fu The Way I Are o la piacevolissima Apologize non sono re-linkabili in questo nuovo episodio. E con tutta la sincerità che porgo puntualmente ai pregiatissimi lettori, io – sinceramente – dei suoni da corrida in Ease Off the Liquor, di quella brasilian-house mascherata o di quel rap abbagliante misto a new disco, non so che farmene. Ci sono punti interessanti come il featuring di Bran Nu, i pezzi con Esthero, e la celebrazione conclusiva all'autotune come strumento del decennio, ma da un pezzo grosso come Timbaland ti aspetti i sorpassi stilosi col braccio fuori dal finestrino. Sospendetegli la patente.
Michele Wad Caporosso

★★★

Download: We Belong to the Music, Meet in the Middle

10 Marzo ivo278 dice:

"Condivido"

La prova che Timbaland fosse ripetitivo è data da questo album. Niente di nuovo, stessi beat, stessi versetti noiosi sentiti e risentiti nelle sue precedenti produzioni. Qualche mese fa aveva sparato la notizia che un brano inciso con Madonna sarebbe stato incluso in Shock Value II, ma di "Across The Sky" non c'è l'ombra (basta cercarlo su internet, circola sottobanco da un paio di settimane). Nonostante questo (la canzone inedita con Madonna e JT è in stile Madonna con base Timbaland, anche qui niente di sconcertante), forse è il arrivato il momento che Timbo lasci spazio a qualcuno con idee che siano davvero in grado di creare qualche shock.


Nessuna votazione per ora.

 


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