Now On Air:

Tramp

Sharon Van Etten
(Jagjaguwar)

4 maggio 2012

Di Manlio Benigni

Sharon Van Etten da brooklyn è la nuova sensazione del folk rock Usa. Sostenuta da Kyp Malone dei Tv On The Radio, ha al suo attivo collaborazioni con Justin Vernon aka Bon Iver, i Beirut e i Megafaun. Rivendica un passato prossimo da senza fissa dimora, come da titolo del suo terzo album, Tramp. Sharon ha l’aria simpatica di chi non si dà troppe arie e conta di affermarsi più con il passaparola degli ascoltatori che tramite la grancassa degli uffici stampa.

Tramp sembra il disco che potrebbe lanciarla definitivamente, grazie anche a un singolo trascinante come il rockettaro Serpents, e allo stuolo di solidi musicisti che la accompagna in studio, da Matt Barrick dei Walkmen a Thomas Bartlett dei Doveman, a Zach Condon dei Beirut. Le aspettative sono grandi, dunque. Ma un resoconto critico si riduce sempre alle risultanze delle proprie orecchie e della propria esperienza. E nel caso di Sharon Van Etten non è tutto oro quel che luccica. Paradossalmente, proprio la cura nell’ineccepibile produzione gioca a suo sfavore. Prese singolarmente, quasi tutte le 12 composizioni del disco sono buone, se non eccellenti, e impeccabilmente eseguite.

Ciò che manca è quel quid nell’interpretazione che potrebbe renderle memorabili. La voce di Sharon, peraltro ben educata, indugia un po’ troppo su toni estatici e bamboleggianti, creando l’effetto di un birignao folk alla lunga stucchevole. Prendiamo Kevin’s: arpeggio acustico delicato, voce sognante, belle atmosfere. Di per sé un ottimo pezzo. Ma troppo simile agli 11 altri. Sharon canta sempre allo stesso modo, che sia triste o allegra, malinconica o ottimista. Non si pretendono lo strazio sublime di una Karen Dalton o l’incanto di una Vashti Bunyan, ma si ha l’impressione di un’artista non convinta fino in fondo del proprio repertorio. Peccato, perché l’ascolto a piccole dosi di Tramp non è un’esperienza spiacevole, tutt’altro.

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